Tracciabilità delle transazioni condominiali

Situazione di crisi e sofferenza in questi giorni nel parmense. Ad annunciarlo una nota associazione di categoria locale. Soldi spariti. Dopo il crac Parmalat molti amministratori di condominii avevano investito i soldi versati da condòmini nelle azioni del Collecchio e a pagarne le conseguenze sono stati i condòmini.

Non è bastata la Legge 220/2012 a fermare i furbi che hanno accumulato un buco da 1 milione e duecentomila euro per l'insistere desiderio sfrenato di denaro.

Come?

Investendo quei soldi destinati al condòminio e per saldare le fatture e bollette, per ottenere utile legittimo con investimenti e speculazioni.

Ma questo senza lasciare alcuna traccia della provenienza del denaro, ma bensì facendolo transitare dal conto corrente personale dell'amministratore di condominio.

Aspetto vincente se l'affare volge in positivo, ma di contro obbligato a rimborsare il doppio dell'investimento se "la faccenda" risulta un fallimento. 

La legge rafforza le procedure dei versamenti e dei prelievi, anche in contanti, affinché ogni movimento finanziario nel condominio sia giustificato e rintracciabile.

Un'applicazione che se svolta correttamente, può sicuramente eliminare le brutte sorprese.