Responsabilità dell'amministratore per lavori urgenti non deliberati:la sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione, con decisione numero 2807 del 2 febbraio 2017, affronta il tema della responsabilità dell'amministratore di condominio per opere straordinarie fatte eseguire senza la previa deliberazione assembleare.

Nel fatto di specie, l’amministratore aveva commissionato a un’impresa alcuni lavori straordinari, in assenza di deliberazione condominiale o di successiva convalida. Il condominio si era pertanto rifiutato di corrispondere la cifra richiesta dall’impresa e aveva chiesto che fosse l’amministratore a pagare i lavori. Soccombente in appello, l’amministratore ricorreva in Cassazione.  

Nella sentenza 2807/2017 la Cassazione accoglie le ragioni dell’amministratore. Elemento chiave: l’urgenza dei lavori effettuati. L’amministratore è infatti tenuto a garantire il buono stato e la sicurezza delle strutture; se ravvisa la necessità di intervenire al fine di evitare danni alle cose o alle persone è legittimato, o meglio tenuto, ad intervenire tempestivamente. Su questi presupposti, l’amministratore non è responsabile per le spese sostenute, in quanto volte alla tutela dello stabile amministrato.

Si legge testualmente nella sentenza: «In materia di lavori di straordinaria amministrazione disposti dall'amministratore di condominio in assenza di previa delibera assembleare non è infatti configurabile alcun diritto di rivalsa o di regresso del condominio, atteso che i rispettivi poteri dell'amministratore e dell'assemblea sono delineati con precisione dalle disposizioni del codice civile (artt. 1130 e 1135) che limitano le attribuzioni dell'amministratore all'ordinaria amministrazione e riservano all'assemblea dei condomini le decisioni in materia di amministrazione straordinaria, con la sola eccezione dei lavori di carattere urgente.»