Biciclette: è possibile parcheggiarle nell’androne condominiale?

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Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa al parcheggio delle biciclette.

“Gentile Associazione,

Dopo averlo detto in assemblea, dopo una e-mail di richiesta più formale di “richiamo all’ordine” e dopo che… hanno in androne apposto regolamenti ed anche una “vignetta”… che allego alla presente….. utile per far recepire meglio il messaggio… ancora non cedono. Addirittura una condomina, parcheggia in androne… quella sua e quella del nipotino che non risiede nel condominio!
L’androne… non è nemmeno ampio…. per cui si ostacola l’accesso alle cassettine postali…. inoltre le viciclette hanno sporcato tutta la parete!
Prossimo step…. sarà quello di inviare una raccomandata di richiamo più formale….. non credo si possano fare multe….. non so se posso dire che sarà sospeso il servizio di pulizia in androne e lo stesso sarà solo spazzato perche le biciclette presenti ostacolano gli operatori.

L’Esperto risponde

“Preg.ma associata,

E’ opportuno verificare l’obbligatorietà e l’esistenza del regolamento di condominio ai sensi dell’art.1138 c.c presso il condominio di cui è mandataria.
Successivamente, convochi un’ assemblea straordinaria ai sensi dell’ art. 66 delle disp. att. al codice civile con ordine del giorno:applicazione delle infrazioni al regolamento di condominio così come disposto dall’art.70 delle disp. att. al codice civile.
Infatti, l’articolo citato dispone che per “per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad euro 200 e,in caso di recidiva, fino ad euro 800.
La somma è devoluta al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie.L’ irrogazione della sanzione è deliberata dall’assemblea con le maggioranze di cui al secondo comma dell’art.1136 del Codice.
Tuttavia, le infrazioni al regolamento di condominio sono applicabili solo se richiamate dal regolamento di condominio.
L’alternativa  richiamata, come tale,  è funzionale al quesito in oggetto premesso che, diversamente, non ci sono ulteriori limiti in quanto l’art. 1102 primo comma  del c.c dispone che ” ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purchè non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.”

Arrivederci alla prossima settimana per la risposta ad un nuovo quesito!

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