Bonus facciate: criteri normativi per distinguere zona A e B

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa al bonus facciate.

L'ASSOCIATO CHIEDE

“Gentile Associazione,

Quali sono i criteri per distinguere la zona A o la Zona B di un Comune al fine di ottenere la detrazione fiscale sulla facciata pari al 90% per determinati edifici condominiali?

L’Agevolazione riguarda quali parti dell’edificio?”

L'ESPERTO RISPONDE

“Preg.mo Associato,

La legge di Bilancio 2020, rubricata Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.(G.U. Serie Generale n.304 del 30/12/2019 – Suppl. Ordinario n.45) e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019, ha indicato i presupposti normativi che disciplinano le misure di ordine economico finalizzate a definire, con riferimento al quesito da lei richiamato i criteri di attribuzione della detrazione fiscale Irpef pari al 90% delle spese sulle facciate degli Edifici. In particolare, la circolare interpretativa della Agenzia delle Entrate N. 27/E del 14 febbraio 2020  rubricata “Detrazione per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti prevista dall’articolo 1, commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di bilancio 2020)” ha disposto che:

La detrazione spetta a condizione che gli edifici oggetto degli interventi siano ubicati in zona A o B ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

In particolare, l’assimilazione alle predette zone A o B della zona territoriale nella quale ricade secondo quanto stabilito dall’articolo 2 del predetto decreto ministeriale n. 1444 del 1968, sono classificate zone territoriali omogenee:

  1. A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
  2. B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m3/m2. L’edificio oggetto dell’intervento dovrà risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti.

Pertanto, ai fini del riconoscimento del “bonus facciate”, gli interventi devono essere finalizzati al “recupero o restauro” della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle “strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.”

L’agevolazione, pertanto, riguarda gli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). La detrazione non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio fatte, salvo quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.”

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

Arrivederci alla prossima settimana con un nuovo quesito!

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