DPCM 11 giugno: ancora nessun chiarimento esplicito sulle assemblee condominiali

Per tutti coloro che speravano che il Dpcm firmato l’11 giugno potesse approfondire e chiarire alcuni punti chiave in materia condominiale, leggere il testo del decreto è stato decisamente deludente. Pertanto, quali potrebbero essere gli accorgimenti da adottare se vi è la necessità di convocare l’assemblea di condominio?

L’11 giugno 2020 il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato un nuovo Dpcm contenente ulteriori “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”.

Purtroppo, per tutti coloro che auspicavano che il Dpcm contenesse delle disposizioni più precise inerenti al mondo condominiale, resta l’amaro in bocca, poiché neppure in quest’ultimo decreto è stata affrontata la tematica del condominio, né tantomeno sono state sciolte le numerose perplessità legate alla possibilità di svolgimento delle assemblee condominiali in presenza.

Facendo un veloce passo indietro, come già affrontato in una delle nostre precedenti comunicazioni, tra le Faq governative aggiornate al 1° giugno spunta un chiarimento in riferimento alla possibilità di svolgere le assemblee condominiali. A tal proposito, il governo si espresse così:

Le assemblee di qualunque tipo, condominiali o societarie, ovvero di ogni altra forma di organizzazione collettiva, possono svolgersi in “presenza fisica” dei soggetti convocati, a condizione che siano organizzate in locali o spazi adeguati, eventualmente anche all’aperto, che assicurino il mantenimento continuativo della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro fra tutti i partecipanti, evitando dunque ogni forma di assembramento, nel rispetto delle norme sanitarie di contenimento della diffusione del contagio da COVID-19.

Resta ferma la possibilità di svolgimento delle medesime assemblee da remoto, in quanto compatibile con le specifiche normative vigenti in materia di convocazioni e deliberazioni.

A questo punto, è bene precisare che una Faq governativa non ha alcun valore legale, ed inoltre, proprio in merito alla risposta fornita, abbiamo già espresso svariate perplessità in parte rispetto ai rischi che l’Amministratore di condominio si assume convocando un’assemblea in presenza, rischi dai quali non è in alcun modo tutelato, e in parte legati alla possibilità di svolgimento delle medesime assemblee da remoto, le quali, ad oggi, continuano a non essere normate e regolamentate.

Tornando al nuovo Dpcm, l’unico punto in cui vengono citate le riunioni è alla lettera v) che stabilisce:

Sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità.

Leggendo il suddetto punto si evince chiaramente che vengono citati congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali, ma non si citano minimamente le assemblee di condominio, le quali, non è ancora ben chiaro se possono essere o meno assimilate alle “riunioni”.

Ad ogni modo, nel caso in cui fosse realmente necessario convocare un’assemblea di condominio in presenza, per evitare che vi siano problemi che potrebbero ritorcersi contro gli amministratori, è molto importante seguire alcune indicazioni generali. Ad esempio, se possibile, si potrebbe convocare l’assemblea in uno spazio all’aperto che possa contenere i partecipanti calcolando il rispetto della distanza interpersonale, clausola importante che, chiaramente, vale anche per gli spazi al chiuso. Inoltre, al fine di evitare assembramenti, è importante che l’amministratore possa organizzare l’ingresso allo spazio dedicato all’assemblea in modo che i partecipanti possano accedere ed uscire in modo ordinato.

L’uso della mascherina, in occasioni del genere, è obbligatorio, pertanto tutti i partecipanti devono indossare la mascherina per tutta la durata dell’incontro. Sarebbe anche importante fornire soluzioni igienizzanti per le mani, in modo che venga garantita una corretta igienizzazione, inoltre, è importante che l’amministratore si assicuri che gli ambienti in cui si svolgerà l’assemblea, vengano regolarmente puliti e disinfettati.

Un ulteriore accorgimento che l’amministratore di condominio potrebbe adottare è la possibilità di misurare la temperatura corporea ai partecipanti attraverso un termoscanner, in modo da evitare l’accesso a coloro che, nel caso, presentino una temperatura corporea maggiore di 37,5°C.

È comunque molto importante precisare che le indicazioni elencate sono delle linee guida generali da adottare per tutelare la salute di tutti, e, molto probabilmente, potranno rivelarsi utili per tutti quegli amministratori che, ad oggi, non possono più rimandare le assemblee.

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