Condizionatori e regole condominiali

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Il caldo ormai è scoppiato ovunque e la notte diventa difficile riposare con le finestre aperte. L’unica soluzione appare quindi l’installazione di un condizionatore. Acquistarlo è molto semplice, per installarlo invece conviene affidarsi ad un tecnico soprattutto quando macchina interna e macchina esterna non sono allineate (il c.d. montaggio spalla a spalla). Per l’interno, nulla quaestio, per l’esterno invece considerando che il motore viene posto sulla facciata dello stabile, occorre assicurarsi che gli operatori siano dotati dei dispositivi di protezione individuale per poter intervenire senza rischi, così come ci si deve accertare che l’impianto elettrico sia realizzato a norma. Per quanto riguarda la parte idraulica il tubo di scarico non può essere inserito nel pluviale condominiale. Tale azione rappresenta un’alterazione illegittima. Altra questione condominiale è il rumore. La tutela del cittadino dall’aggressione da rumore trova il suo fondamento nell’articolo 844 del codice civile. Quasi nessuno però verifica la rumorosità di un apparecchio di condizionamento nel momento dell’acquisto ma una indicazione in questo senso può venire dalla cosiddetta ‘Energy label’ che oltre a fornire dati sulla classe energetica di riferimento, indica la rumorosità. Non c’è una vera e propria soglia, tuttavia va tenuto presente che un prodotto con emissioni inferiori a 30 db viene considerato silenzioso, sebbene i modelli più all’avanguardia permettono di non superare i 19 db. Il compito di stabilire i limiti spetta al Giudice di pace, ma se il rumore proviene da attività commerciali, la competenza passa al Tribunale ordinario. Una volta presentato l’esposto al giudice è quest’ultimo a incaricare un perito di effettuare misurazioni con apposite strumentazioni di rilevamento.

Quando si parla di esterno e quindi delle facciate del palazzo non bisogna solo rispettare le norme sul decoro architettonico, ma anche quelle sulla proprietà e sulle distanze minime.

Sebbene molti edifici presentino ancora i condizionatori ‘appesi’ sui muri della facciata, non è più possibile farlo anche a seguito delle emanazioni di ordinanze comunali in merito. Le nuove macchine esterne vanno posizionate a terra, non sul balcone del piano di sopra (questo perché, secondo la giurisprudenza, i balconi, compresi quelli aggettanti, appartengono interamente al proprietario del relativo appartamento) né sotto il balcone, per non violare le distanze dalle vedute ‘in appiombo’ che, a norma del codice civile (articolo 907) richiede una soglia minima di un metro e mezzo.

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