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Manutenzione straordinaria ascensore: quali sono gli adempimenti dell’Amministratore riguardo la detrazione delle spese?

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana il quesito verte su alcune perplessità riguardo gli interventi straordinari eseguiti nelle parti comuni e gli adempimenti dell’amministratore per ciò che concerne la detrazione delle spese.

L'ASSOCIATA CHIEDE

“Gentile Associazione,

avrei bisogno di chiedere alcuni chiarimenti: se un intervento straordinario eseguito sull’ascensore viene pagato con bonifico parlante (art. 16 bis), ma poi i condòmini decidono di non accedere a tale detrazione, cosa succede? La ritenuta viene effettuata dalla banca? Nel caso di specie devo effettuare la CU e il modello  770? Sono obbligata a procedere con la comunicazione delle spese da portare in detrazione?”

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.ma Associata,

Con riferimento all’intervento sulle parti comuni e nel caso di specie con riferimento all’impianto di ascensore, l’art. 16 bis del Testo Unico delle Imposte dei Redditi (Tuir), rubricato: “Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici” ha disposto la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali sulle parti comuni interessate, ovvero quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del codice civile: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune dei locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi o per altri simili servizi in comune, le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera così come indicato anche dalle guida sulle ristrutturazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, ai profili oggetti richiamati in materia di detrazione fiscale devono essere richiamati i profili soggettivi, ovvero, il mandatario del condominio deve eseguire gli adempimenti fiscali indicati nelle attribuzioni dell’amministratore così come richiamato dall’ art. 1130 del codice civile.

Pertanto, a parere dello scrivente, è opportuno che l’amministratore proceda, nel rispetto degli obblighi indicati dall’Agenzia delle Entrate, ad effettuare tutti gli adempimenti richiesti al fine di permettere ai condomini di ottenere la detrazione in questione. In compenso, i singoli condòmini devono limitarsi ad indicare, nell’apposito quadro della propria dichiarazione dei redditi, il codice fiscale del condominio, ed a conservare i documenti prodotti e rilasciati dal mandatario, in cui il medesimo certifica di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti con l’indicazione della somma che, il contribuente può ottenere ai fini della detrazione per i lavori dell’ascensore. Se i condòmini decidono di non assolvere agli obblighi richiesti, pacificamente non avranno diritto alla detrazione per i lavori di ascensore richiamati.

Con riferimento agli obblighi dell’istituto creditizio richiamato, a seguito del pagamento con il cosiddetto “bonifico parlante” da parte dell’amministratore, l’Agenzia delle Entrate con la circolare n°67 del 20 settembre 2018 ha confermato che l’articolo 7, comma 9, primo e secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, prevede che:

Gli amministratori di condominio negli edifici devono comunicare annualmente all’anagrafe tributaria l’ammontare dei beni e servizi acquistati dal condominio e i dati identificativi dei relativi fornitori. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti il contenuto, le modalità e i termini delle comunicazioni.

L’articolo1, comma 1, del decreto del Ministro delle Finanze 12 novembre 1998, attuativo del citato comma 9, stabilisce che:

L’amministratore del condominio negli edifici deve comunicare annualmente, oltre al proprio codice fiscale e ai propri dati anagrafici (cognome, nome, luogo e data di nascita):

a) relativamente a ciascun condominio, il codice fiscale, la denominazione, l’indirizzo completo e lo specifico codice di natura giuridica;

b) relativamente a ciascun fornitore, il cognome e il nome, la data e il luogo di nascita, se persona fisica, ovvero la ragione o denominazione sociale se altro soggetto, il codice fiscale, il domicilio fiscale, nonché l’importo complessivo degli acquisti di beni e servizi effettuati nell’anno solare.

Poiché dette somme sono soggette a ritenuta alla fonte a titolo di acconto dell’imposta sui redditi da parte degli intermediari (banche e PosteItaliane Spa) e, pertanto, sono già esposte nella dichiarazione dei sostituti d’imposta – modello 770 – quadro SY – sezione III, si ritiene che tale ipotesi possa rientrare nel caso di esonero previsto dal punto b) del comma 2 dell’articolo 1 del citato decreto attuativo.

Pertanto, i dati contenuti nei bonifici relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, su cui vengono applicate le ritenute d’acconto da parte degli intermediari sono, inoltre, già comunicati all’ Amministrazione finanziaria tramite il flusso telematico “Bonifici per spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici”.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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