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Superbonus 110%: chiarimenti sulla cessione del credito

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana il quesito verte su alcuni dubbi riguardo le modalità di cessione del credito.

L'ASSOCIATO CHIEDE

“Gentile Associazione,

avrei alcuni dubbi riguardo la cessione del credito in merito ai lavori rientranti nel Superbonus 110%.

In un condominio da me amministrato c’è una coppia di separati, entrambi comproprietari al 50% di un appartamento. Dopo la loro separazione, il tribunale ha lasciato l’appartamento alla moglie. Ad oggi, il marito risulta residente nell’appartamento in oggetto, nonostante di fatto non viva più lì. Ovviamente, io ho sempre ritenuto opportuno continuare a convocarlo nelle varie assemblee di condominio e per quanto riguarda la ripartizione delle spese straordinarie, egli ha versato regolarmente la sua quota spettante al 50%.

Tornando al mio dubbio iniziale: per quanto riguarda la cessione del credito, dovranno farla entrambi in quanto comproprietari al 50% oppure il credito potrà essere ceduto solo la moglie in quanto affidataria dell’immobile? Esistono dei riferimenti normativi in merito?”

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

La circolare n° 24/E del 2020 ha stabilito che:

Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile, individuati ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del TUIR (coniuge, componente dell’unione civile di cui alla legge 20 maggio 2016, n° 76, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) nonché i conviventi di fatto ai sensi della predetta legge n° 76 del 2016 sempre che sostengano le spese per la realizzazione dei lavori.

La detrazione spetta a tali soggetti, a condizione che siano conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione se antecedente all’avvio dei lavori.

Orbene, l’Agenzia delle Entrate non è entrata esplicitamente nei rapporti di separazione, ma ha esplicato il diritto alla detrazione in virtù di un rapporto di convivenza o detenzione dell’immobile. Tuttavia, in relazione al caso di specie:

Come chiarito nella citata circolare 24/E del 2020, in caso di più soggetti aventi diritto alla detrazione (comproprietari, ecc.), la detrazione deve essere ripartita tra gli stessi per ciascun periodo d’imposta in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico. Nel caso in cui la spesa sia sostenuta da uno solo dei predetti soggetti, lo stesso può fruire del Superbonus direttamente senza necessità di alcuna comunicazione. Qualora, invece, le spese siano sostenute anche dagli altri titolari (comproprietari ecc.), ciascuno di essi potrà fruire del Superbonus nel limite massimo di spesa ammissibile alla detrazione, per la parte di spesa effettivamente sostenuta da ognuno di essi.

Ciascun comproprietario che ha sostenuto le spese, può, optare, in luogo della fruizione diretta del Superbonus, ai sensi dell’articolo 121 del decreto n. 34 del 2020, per un per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari (cd. sconto in fattura). In alternativa, i contribuenti possono, altresì, optare per la cessione di un credito d’imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà di successiva cessione.

Le modalità attuative delle disposizioni da ultimo citate, comprese quelle relative all’esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica anche avvalendosi dei soggetti indicati al comma 3 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono state definite con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 8 agosto 2020, prot. n. 283847/2020.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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