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Bonus ristrutturazioni: ulteriori chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate

Gli immobili che rientrano tra le categorie fittizie, ma che a fine lavori vengono accatastati come abitazioni di tipo civile, possono beneficiare della detrazione fiscale, così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate, attraverso la risposta 241/2021, ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di fruizione del bonus ristrutturazioni grazie al caso pratico illustrato da un contribuente.

Nello specifico, l’istante ha spiegato di aver acquistato un immobile censito nella categoria catastale F/4, ovvero immobili in corso di definizione, sottolineando che lo stesso, originariamente, era accatastato nella categoria catastale D/2 (albergo). Per quanto concerne i lavori, il contribuente ha spiegato che hanno avuto inizio nel 2019 e termineranno entro febbraio 2021, dopodiché l’immobile verrà accatastato nella categoria A/2, pertanto il dubbio esposto riguarda la possibilità di usufruire del bonus ristrutturazioni per le spese sostenute dal 2019 al 2020 e quelle ancora da sostenere.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito innanzitutto che la categoria catastale F/4 è una delle cosiddette “categorie fittizie”, specificando che agli immobili facenti parte di tale categoria non è attribuita alcuna rendita catastale. Alle categorie fittizie, si legge nella risposta, appartengono le unità collabenti, con categoria catastale F/2, per i quali, attraverso la circolare 19/E del 2020,

è stato precisato che spettano le detrazioni di cui all’articolo 16-bis del TUIR, in quanto, pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, gli stessi possono essere considerati come edifici esistenti, trattandosi di manufatti già costruiti e individuati catastalmente.

In riferimento al quesito posto dall’istante, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che: “nel presupposto che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla norma, potrà fruire delle agevolazioni previste dall’articolo 16-bis del TUIR nel limite di detrazione di 96.000 euro, riferito all’unità immobiliare censita al catasto all’inizio degli interventi di ristrutturazione.”

La condizione per poter usufruire di tale agevolazione, conclude l’Agenzia, è che alla fine dei lavori l’immobile sia accatastato nella categoria catastale A/2 (abitazioni di tipo civile).

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