fbpx

Condominio: obbligo del certificato di protezione da scariche atmosferiche

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana i quesiti riguardano l’obbligo e gli adempimenti dell’amministratore per ciò che concerne il certificato di protezione da scariche atmosferiche.

L'ASSOCIATO CHIEDE

Gentile Associazione,

con la presente sono a richiedere un parere inerente ai certificati di sicurezza condominiali.

Nel caso specifico, trattasi di edificio residenziale anni ‘60, composto da 5 attività commerciali al piano terra, e 5 piani fuori terra contenenti 9 unità residenziali e 10 uffici.

La proprietaria di un’unità commerciale sta locando la medesima unità e la società locataria richiede copia certificato relativo al rischio fulmini. L’edificio non ne è provvisto e non è dotato di idoneo sistema di protezione.

I quesiti sono i seguenti: è obbligatorio per il condominio dotarsi di tale certificazione, pur non esistendo a suo nome dipendenti con operatività continuativa e fissa nello stabile? Oppure si tratta di un’azione da deliberarsi ed eseguirsi a carico delle attività professionali insediate? Qualora fosse imposto al condominio dotarsene, l’amministratore è legittimato ad intervenire in urgenza? E quali gradi di scelta sono riservati all’assemblea in merito di valutazione dei tecnici incaricati e delle imprese affidatarie dei lavori?”

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

Il decreto del ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 quale regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante il riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici ha disposto, all’art. 1, che il presente decreto:

Si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.

Con riferimento al caso di specie, il comma 2 individua alla lettera a) tra gli impianti indicati dall’art.1:

Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere”, in linea l’art.1, rubricato “ambito di applicabilità” della abrogata legge N°46/1990 che alla lettera b) aveva individuato l’ambito di applicazione della legge, ovvero “gli impianti radiotelevisivi ed elettronici in genere, le antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche”, il quale obbligava, così come indicato dall’art.7 comma 3, che “Tutti gli impianti realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati, entro tre anni da tale data, a quanto previsto dal presente articolo.

In linea con il decreto del ministero dello sviluppo economico n°37/2008, l’obbligatorietà dell’adeguamento normativo si concretizza con le indicazioni fornite dall’art. 5, secondo il quale per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a) come nel caso di specie, è redatto un progetto per tutti gli:

Impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq.

Confermati gli obblighi normativi, con riferimento alle discipline in oggetto, l’art. 86 del decreto legislativo 81/2008, rubricato “Verifiche e controlli”, ha disposto al comma 1 che:

Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede, affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo, secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Orbene, la circolare del Ministero del Lavoro N°28/97 ha disposto che il datore nei condomini va individuato nella persona dell’Amministratore condominiale pro-tempore, ovvero nei condomini dove non sussiste l’obbligo di nomina ai sensi dell’art 1129 c.c., il datore di lavoro ai sensi dell’art. 89 D.lgs. 81/2008 è identificato nel condominio come committente dei lavori. Le disposizioni normative richiamate evidenziano gli aspetti normativi in materia condominiale con riferimenti agli obblighi del committente condominio e/o dell’amministratore premesso, secondo cui, tra le attribuzioni dell’art. 1130 c.c., il mandatario del condominio è chiamato ad adempiere a tutti gli obblighi sulla sicurezza che, nel caso di specie, prendono forma attraverso gli obblighi normativi richiesti per gli edifici condominiali.

Con riferimento alla “Messa in esercizio e omologazione dell’impianto” l’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica n°462/2001 ha confermato che:

La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’ installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell’impianto. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ISPESL ed all’ ASL o all’ Arpa territorialmente competenti.

Pertanto, gli obblighi a carico del condominio sussistono in virtù degli obblighi indicati dal decreto legislativo N.° 81/2008, pur non esistendo a suo nome dipendenti con operatività continuativa e fissa nello stabile.

La scelta delle imprese, per gli adempimenti sulla sicurezza e per i compensi da deliberare, è opportuno che sia individuata tramite delibera assembleare nel rispetto dei requisiti indicati dall’art.3 del decreto N°37/2008 salvo, in assenza di individuazione assembleare della predetta ditta dell’esercizio dei poteri conservativi da parte dell’amministratore in virtù dei prescritti obblighi sulla sicurezza richiesti per gli edifici condominiali come nel caso in oggetto.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

Vorresti rimanere aggiornato/a su tutte le novità in materia condominiale?
Iscriviti alla nostra Newsletter settimanale!

Potrebbe piacerti anche