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Bonus Ristrutturazioni: spetta anche alle Srl?

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana il quesito riguarda alcuni dubbi in merito possibilità di usufruire del bonus ristrutturazioni per le società di capitale.

L'ASSOCIATO CHIEDE

“Gentile Associazione,

in un condominio si effettueranno lavori ammessi al “bonus ristrutturazioni” (detrazione del 50%). Storicamente, di tale beneficio potevano usufruire i contribuenti IRPEF, attraverso la detrazione da tale imposta nella dichiarazione dei redditi per un periodo decennale.

Ne consegue che le società di capitale (ad esempio le srl) non possano essere ammesse a tale beneficio. È corretto? La stessa situazione si presenta anche alla luce della possibilità di cessione del credito?”

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

L’art.119 del DL Rilancio N° 34/2020 rubricato “Incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici” al comma 9 lettera b) ha disposto che:

Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli interventi effettuati:

a) dai condomini;

b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10;

c) dagli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP), comunque denominati, nonché’ dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società, che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing» per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

d-bis) dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.  460, dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n.  266, e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;

e) dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

A conferma dei soggetti beneficiari, la circolare N° 24/E/2020 ha disposto che:

Con la locuzione «al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni», il Legislatore ha inteso precisare che la fruizione del Superbonus riguardi unità immobiliari (oggetto di interventi qualificati) non riconducibili ai cd. “beni relativi all’impresa” (articolo 65 del TUIR) o a quelli strumentali per l’esercizio di arti o professioni (articolo 54, comma 2, del TUIR). Ne consegue che, la detrazione spetta anche ai contribuenti persone fisiche, che svolgono attività di impresa o arti e professioni, qualora le spese sostenute abbiano ad oggetto interventi effettuati su immobili appartenenti all’ambito “privatistico” e, dunque, diversi: da quelli strumentali, alle predette attività di impresa o arti e professioni; dalle unità immobiliari che costituiscono l’oggetto della propria attività; dai beni patrimoniali appartenenti all’impresa.

Come tale, nessuna indicazione è stata fornita con riferimento alle società richiamate, che in realtà trovano una potenziale collocazione con il Decreto Semplificazioni del titolo III  “Efficientamento energetico”, art.17 rubricato: “Misure di semplificazione in materia di incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici” dove,  alla lettera d) è disposto che:

Al comma 9, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: “e-bis) dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1 lettere a), b) e c) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, con riferimento agli immobili rientranti nella categoria catastale D/2.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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