fbpx

Bonus Facciate: chiarimenti sulla ripartizione delle spese

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana il quesito riguarda la ripartizione delle spese per ciò che concerne la detrazione “bonus facciate”.

L'ASSOCIATO CHIEDE

“Gentile Associazione,

ho alcuni quesiti che vorrei sottoporvi riguardo il Bonus Facciate. Nel condominio oggetto del quesito ci sono dei parcheggi esterni a bordo strada e al piano rialzato, entrambi scoperti. Posso pensare di non suddividere la spesa inerente alle facciate con i proprietari dei soli parcheggi, in quanto sono gli unici che non ne avrebbero alcun vantaggio dal rifacimento della facciata?

Inoltre, la porzione di edificio in cui vi è un supermercato, sotto il parcheggio rialzato, ha una superficie che non fa parte delle facciate principali oggetto dell’intervento, per cui è da considerare o meno nella spesa di rifacimento facciata?”

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

La questione sottoposta a codesto ufficio di consulenza richiede l’analisi e l’applicazione ermeneutica dei testi forniti dall’Agenzia dell’Entrate oggetto dell’intervento dichiarato, ovvero il bonus facciate.

La circolare n.°2/E del 14 febbraio 2020 rubricata: “Detrazione per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti prevista dall’articolo 1, commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di bilancio 2020)” ha disposto, con riferimento all’ambito oggettivo di applicazione, che:

Sotto il profilo oggettivo, la detrazione è ammessa a fronte del sostenimento delle spese relative ad interventi finalizzati al recupero o restauro della “facciata esterna”, realizzati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali. L’agevolazione, pertanto, non spetta per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile né per gli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione, ivi compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia”.

A conferma del tipo di intervento strutturale, l’Ente tributario conferma che:

Ai fini del riconoscimento del “bonus facciate”, gli interventi devono essere finalizzati al “recupero o restauro” della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle «strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi». In particolare, la detrazione spetta per: – interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata; – interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio; – interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura, su balconi, ornamenti o fregi. L’agevolazione, pertanto, riguarda gli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

Con riferimento al caso di specie, l’Agenzia delle Entrate conferma quali sono le parti che non sono oggetto di detrazione, ovvero:

La detrazione non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. Tali interventi comprendono, a titolo esemplificativo: – il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche, anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, costituenti esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la mera pulitura e tinteggiatura della superficie; il consolidamento, il ripristino, inclusa la mera pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, degli ornamenti e dei fregi; – lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata. Devono, invece, considerarsi escluse, stante il testo normativo, riferito alle facciate esterne e alle strutture opache verticali, le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli.

Come tale l’Agenzia dell’Entrate non ripone nessuna attenzione fiscale per le superfici orizzontali che non abbiano ad oggetto il “bonus facciate”, escludendo, in ultima istanza, ed in considerazione del caso di specie, i cortili ed i spazi interni.

Orbene, il cortile è “l’area scoperta compresa tra i corpi di fabbrica di un edificio o di più edifici, che serve a dare aria e luce agli ambienti circostanti” (Cass., N° 16241/2003). In proposito deve richiamarsi il principio, già affermato e di recente ribadito proprio da questa Sezione, secondo il quale:

non costituisce violazione della fondamentale regola paritaria dettata dall’art. 1102 c.c. un uso più intenso della cosa da parte del partecipante, che non ne alteri la destinazione nei casi in cui il relativo esercizio non si traduca in una limitazione delle facoltà di godimento esercitate dagli altri condomini, fermo restando che per quanto attiene, in particolare, ai cortili, ove le caratteristiche e le dimensioni lo consentano ed i titoli non vi ostino, l’uso degli stessi per l’accesso e la sosta dei veicoli non è incompatibile con la funzione primaria e tipica di tali beni.

(Cass., sez. II, 15 giugno 2012, n. 9875)

Pertanto, salvo titolo contrario, i parcheggi possono rientrare per caratteristiche, funzioni e spazi nella qualificata identità strutturale dei cortili che, per loro natura strutturale, non rientrano nelle detrazioni della circolare N.°2/E 2020 oggetto dei lavori d’intervento richiamati.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

Vorresti rimanere aggiornato/a su tutte le novità in materia condominiale?
Iscriviti alla nostra Newsletter settimanale!

Potrebbe piacerti anche