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Super Sismabonus 110%: ulteriori requisiti per accedere all’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate chiarisce i casi in cui le unità immobiliari non residenziali possono accedere al Sismabonus 110%, indicando come devono essere calcolati i limiti di spesa.

La risposta n. 387/2021 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito e, in parte rettificato, che in alcuni casi le unità immobiliari non residenziali possono essere incluse nel tetto di spesa ammesso dal Super sismabonus 110%.

Nel caso specifico, l’Istante è la proprietaria di un fabbricato così composto:

  • n° 2 appartamenti (uno in classe A/3 e uno in classe A/4);
  • n° 1 locale ad uso autorimessa (classe C/6);
  • n° 3 locali ad uso magazzino (classe C/2).

Si evince, quindi, che le suddette unità immobiliari siano accatastate autonomamente e funzionalmente indipendenti, difatti dispongono di almeno un accesso autonomo sull’esterno.

La proprietaria spiega di voler effettuare, su tutto l’edificio, alcuni interventi di miglioramento sismico con consolidamento e/o rifacimento della copertura, dei solai, sottofondazioni e eventuali rinforzi sulle murature, pertanto chiede all’Agenzia delle Entrate se e in quale misura è possibile usufruire, in tal caso, dell’agevolazione Superbonus 110%.

L’Agenzia delle Entrate, rettificando parzialmente la risposta n.231 del 9 aprile 2021, ha spiegato che il decreto rilancio ha introdotto nuove disposizioni che disciplinano la detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020, spettante nella misura del 110 per cento delle spese stesse a fronte di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.

Secondo le nuove disposizioni, l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che il Superbonus si applica agli interventi effettuati

dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

Le disposizioni agevolative non si applicano, invece

alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 nonché alla categoria catastale A/9 per le unità immobiliari non aperte al pubblico.

Tra gli immobili oggetto degli interventi previsti dal Superbonus, il comma 4 dell’art.119 del decreto legge n. 34 del 2020, a differenza dei commi 1 e 2, non richiama

gli edifici unifamiliari o le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

L’Agenzia delle Entrate, pertanto, spiega che, come chiarito dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con nota del 2 febbraio 2021 R.U. 031615, dato che per l’intervento di riduzione del rischio sismico si deve analizzare l’intera struttura, ai fini del Super Sismabonus, non è necessario verificare se le unità immobiliari abbiano le caratteristiche indicate nei suddetti commi.

Nel caso posto dall’Istante, per poter fruire del Superbonus, è necessario innanzitutto verificare che la superfice complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza sia superiore del 50%, inoltre, ricordando che un unico proprietario può accedere alla detrazione prevista dal Superbonus su un massimo di 4 unità immobiliari accatastate autonomamente, la proprietaria potrà beneficiare dell’agevolazione per gli interventi realizzati su un massimo di 4 unità immobiliari,

fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Ma, come chiarito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai fini del computo delle unità immobiliari, le pertinenze non devono essere considerate autonomamente, anche se distintamente accatastate.

In conclusione, quindi, l’Istante, unico proprietario dell’edificio, può accedere al Superbonus 110% per i prospettati interventi sismici, con limite massimo di spesa pari a € 96.000 moltiplicato per le 6 unità immobiliari che compongono il fabbricato.

Deborah Maria Foti
Ufficio Stampa ANAPI

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