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Superbonus 110%: ulteriori chiarimenti sulla ripartizione delle spese

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana il quesito riguarda la ripartizione delle spese per gli interventi previsti dal Superbonus 110%.

L'ASSOCIATO CHIEDE

Gentile Associazione, 

in un condominio sono presenti alcuni box che non si trovano nella verticale dello stabile, ma in una zona separata adiacente non interrata, pur facendo parte del condominio.

Nel caso di spese relative allo studio di fattibilità del Superbonus 110%, ed eventualmente per ciò che concerne le successive spese riguardanti il cappotto, anche i proprietari dei suddetti box dovranno partecipare alla ripartizione?

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

In relazione al quesito in oggetto, la circolare N. 24/E dell’ 8 agosto 2020, con riferimento alle parti comuni ex art. 1117 c.c., ha stabilito che sono ammessi al Superbonus gli interventi effettuati dai condomini relativamente all’isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate, che interessano l’involucro dell’edificio; nonché gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici stessi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati.

La circolare in oggetto individua gli edifici condominiali caratterizzati da una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, etc.) ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Con riferimento al caso richiamato, l’attenzione dello scrivente si è soffermata sul paragrafo 4.4.5. dell’Agenzia dell’Entrate con riferimento alla circolare N.° 30/E 2020, con la quale si chiedeva se:

Nel caso di intervento sull’impianto termico centralizzato concorrono alla determinazione della spesa massima ammissibile anche le pertinenze non servite dall’impianto termico.

L’Agenzia delle Entrate risponde al quesito, confermando che:

In continuità con la prassi in materia di eco bonus e sisma bonus, concorrono alla determinazione della spesa massima anche le pertinenze. In particolare, ai fini dell’applicazione della detrazione disciplinata dall’articolo 14, comma 2-quater spettante per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni che interessano l’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dello stesso edificio, ovvero diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e purché conseguano almeno la qualità media indicata nel decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica”), su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, è stato specificato che l’ammontare massimo delle spese ammesse alla 36 detrazione va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze alle unità immobiliari. In sostanza, anche in occasione dei predetti chiarimenti, si è ritenuto irrilevante la circostanza che le pertinenze fossero o meno servite dall’impianto termico.

Tuttavia, anche se l’ente tributario sembra escludere le pertinenze dall’impianto termico, a parere dello scrivente, bisogna prendere in considerazione

le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni, che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dello stesso edificio.

Infatti, al caso di specie, non può essere sottratta l’identità interpretativa fornita dalla stessa circolare
N.° 30/E 2020
, con riferimento al capitolo 4.4.4 relativamente al quesito, ovvero:

per quanto concerne la determinazione della spesa massima agevolabile per specifico intervento, laddove è previsto il calcolo in base al numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio residenziale condominiale, stante il tenore della circolare n. 24/E del 2020 e i precedenti di prassi, si ritiene che debbano essere considerate anche le “pertinenze” delle abitazioni: ad esempio, 5 abitazioni e 3 box pertinenziali consentono di considerare un totale di 8 unità immobiliari su cui calcolare la spesa. Si chiede se, ai fini del calcolo del predetto limite di spesa, si debba tener conto anche delle unità immobiliari di categoria A/1 e dei locali ad uso commerciale atteso che i possessori dei predetti immobili hanno diritto al Super bonus per le spese relative ad interventi realizzati sulle parti comuni dell’edificio in condominio.

Orbene, l’Agenzia delle Entrate attribuisce le seguenti indicazioni, ovvero:

Si ritiene che, conformemente a quanto previsto per l’eco bonus e per il sisma bonus spettante per interventi realizzati sulle parti comuni, anche ai fini dell’applicazione del Super bonus, nel caso in cui l’ammontare massimo di spesa agevolabile sia determinato in base al numero delle unità immobiliari che compongono l’edifico oggetto di interventi, il calcolo vada effettuato tenendo conto anche delle pertinenze. In sostanza, in un edificio in condominio con 4 unità abitative e 4 pertinenze, il calcolo della spesa massima ammissibile è fatto moltiplicando per 8. Inoltre, anche ai fini del Super bonus, analogamente a quanto previsto per il sisma bonus e per l’eco bonus spettante per interventi realizzati sulle parti comuni e in base al tenore letterale dell’articolo 119, comma 1, lettera b) del decreto Rilancio riferita al «numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio», nonché del richiamo all’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, contenuto nel comma 4 del citato articolo 119, ai fini della determinazione del limite in questione, non devono essere considerate le pertinenze collocate in un edificio diverso da quello oggetto degli interventi.

Si tratta di un’interpretazione la cui costruzione applicativa richiederebbe il parere del tecnico nella qualificazione dei lavori da effettuare, cui dovrebbe corrispondere la verifica del diritto di accesso al bonus 110% da parte dei titolari delle pertinenze, oggetto del quesito, che a parere dello scrivente, su indicazione dei chiarimenti menzionati dall’Agenzia delle Entrate non dovrebbero rientrare, premesso che i lavori trainanti riguardano gli interventi effettuati sulle parti comuni che interessano l’involucro dell’edificio.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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