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Superbonus: proroga fino al 2023 solo per condomìni ed edifici di edilizia popolare

Da fonti governative si prospetta che il bonus 110% verrà prorogato fino al 2023, ma riguarderà solo i condomìni e gli edifici popolari. Escluse dalla proroga le villette unifamiliari e similari.

Dal Documento programmatico di Bilancio per il 2022, approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 ottobre e contenente la manovra finanziaria da circa 24 miliardi di euro, in riferimento alla misura del Superbonus 110%, introdotta dal D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34, si delinea una proroga fino al 2023, ma solo per i condomìni e gli edifici di edilizia popolare (ex Iacp).

Pare, quindi, che, salvo variazioni, verranno esclusi dall’agevolazione gli edifici unifamiliari e gli edifici fino a 4 unità immobiliari. Per queste ultime due tipologie di edifici, la scadenza dovrebbe restare quella già fissata al 30 giugno 2022.

L’attuale formulazione del Superbonus 110% prevede che l’agevolazione si fermi alle spese del 2022 e solo in alcuni casi sia ammesso anche per le spese sostenute nel 2022. Difatti, attualmente, l’agevolazione fiscale spetta:

  • alle unità unifamiliari, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022;
  • ai condomìni, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2022;
  • agli edifici di edilizia popolare (ex Iacp), per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2023, ma solo a condizione che entro il 30 giugno 2023 sia stato completato almeno il 60% dei lavori previsti;
  • agli edifici da 2 a 4 unità abitative, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2022, a patto che entro il 30 giugno 2022 sia stato completato almeno il 60% dei lavori previsti.

Se il Governo confermasse la modifica di alcune di queste scadenze in riferimento al Superbonus, si delineerebbe una nuova situazione per alcune tipologie di edifici. I condomìni vedrebbero slittare la scadenza dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023, la stessa cosa vale per gli edifici di edilizia popolare per i quali verrebbe attuata la proroga fino al 31 dicembre 2023, senza alcuna condizione.

La situazione resterebbe, invece, immutata nel caso delle villette unifamiliari e nel caso di edifici da 2 a 4 unità immobiliari. A tal proposito, Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera, ha espresso il suo dissenso in merito all’esclusione degli edifici unifamiliari dalla proroga del bonus 110%, dichiarando che

Le case singole sono prevalenti nelle città di provincia e nelle aree interne. Non credo che il governo voglia penalizzare questi territori a vantaggio delle grandi città. Tutti i bonus, compresi quelli per gli interventi antisismici e per le facciate, sono un fattore determinante dell’aumento di Pil. E il Paese ha bisogno di crescere.

Per quanto concerne, invece, gli altri bonus in scadenza, come, il bonus ristrutturazioni, il bonus verde, il bonus facciate e il bonus mobili, pare che potrebbero essere prorogati al 31 dicembre 2022.

La conferma di tutte queste misure arriverà, però, solo nei prossimi giorni con il testo del ddl Bilancio per il 2022.

 

Deborah Maria Foti
Ufficio Stampa ANAPI

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