Sopraelevazioni: serve il consenso degli altri condomini?

Il diritto di sopraelevare spetta ex legge al proprietario dell’ultimo piano dell’edificio, o al proprietario esclusivo del lastrico solare, senza necessità di riconoscimento da parte degli altri condomini. È il principio stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale di Trento con sentenza 45 del 6 febbraio 2017. 

Nel caso in specie, il proprietario di un appartamento sito all’ultimo piano di un condominio si era visto negare dal Comune il permesso di costruire una struttura sopraelevata perché risultava mancante la liberatoria degli altri condomini. Necessaria, secondo l’amministrazione, in quanto «l'intervento proposto si configura nella fattispecie dell'innovazione, così come definita dall'articolo 1120 del codice civile». 

Il proprietario presenta ricorso al Tar di Trento, che riconosce le sue ragioni. A parere del giudice non è infatti applicabile l’art. 1120, che - si legge nella sentenza - «non disciplina affatto il diritto di sopraelevare», bensì il 1127 cod. civ., secondo il quale «il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare». Tale diritto risulta limitato solo le condizioni statiche dell’edificio non consentono la sopraelevazione, o se questa pregiudica «l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero  tale diritto diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti». Per leggere la sentenza completa: 

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