Contabilizzatori, nuova proroga e la proposta dell’Italia

Il tema della contabilizzazione dei consumi dell’acqua torna a far parlare di se. Ripercorriamo in breve l’iter normativo: la scadenza, inizialmente fissata al 31 dicembre 2016, è stata posticipata – con al decreto “milleproroghe” -  al 30 giugno 2017. Alcune notizie, non ancora certe, parlano di una nuova data, probabilmente fine settembre, per poter sfruttare il periodo di inattività degli impianti di riscaldamento. Sembrano invece più concrete le modifiche sull’Uni 10200, la norma di riferimento per la corretta suddivisione delle spese energetiche nei condomìni e negli “edifici polifunzionali” dotati di un sistema di contabilizzazione. Nel corso del tempo la norma è stata adeguata alle esigenze, e da unica regola generale è stata resa derogabile, qualora non fosse applicabile o fossero evidenziate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%. Ad oggi è possibile attribuire una quota di almeno il 70% agli effettivi prelievi volontari e il resto in base ai vecchi millesimi di riscaldamento o altre metodologie. 

Vediamo le novità in arrivo:

 

-Migliorie per la ripartizione delle spese in ambienti poco abitati (per esempio le seconde case)

- Consumo involontario o “quota fissa” sarà proporzionale al mancato utilizzo dell’immobile

-Introduzione di un’appendice informativa contenente una possibile metodologia per il calcolo dei coefficienti compensativi.

 

In questo quadro, l’Italia propone di dividere in parti uguali i consumi energetici generati dalla scarsa coibentazione delle parti comuni (ad esempio il solaio), attualmente a carico degli inquilini i cui alloggi sono delimitati da queste superfici. 

Una possibile soluzione sarebbe appunto la riqualificazione energetica degli edifici che, a sua volta, ridurrebbe notevolmente i consumi condominiali. Come fare? Eliminando il potere di veto delle assemblee condominiali così da uniformarsi anche alla direttiva europea 2012/27, che prevede che gli Stati membri si attivino per rimuovere qualsiasi barriera alla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. Pertanto è necessario che si intervenga sul testo legislativo nazionale in maniera più decisa.

 

 

(Fonte: Il Quotidiano del Condominio)