Violazione di un obbligo di legge e conseguenze fiscali

Rischia grosso l’amministratore condominiale che gestisce in modo “disinvolto” i propri conti correnti bancari. Nel caso concreto preso in esame dalla Corte di Cassazione (ordinanza 13075, pubblicata in data 24 maggio), il reddito dichiarato da un amministratore veniva giudicato incongruo dall’Agenzia delle Entrate sulla base degli importi riscontrati sul suo conto corrente bancario. L’amministratore si era opposto, argomentando genericamente che i versamenti sui propri conti correnti erano in gran parte «ricollegabili al pagamento da parte dei condomini degli oneri di gestione condominiale». Giustificazione ritenuta sufficiente dalla Commissione Tributaria Provinciale, che dava ragione all’amministratore. Avverso questa sentenza di merito, l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione, dove la situazione veniva invece ribaltata. 

Rileva infatti la Suprema Corte che per superare la presunzione di evasione fiscale non è sufficiente una difesa sommaria, con la semplice indicazione dei beneficiari delle operazioni; occorre invece una prova «analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario (…) deve essere precisata la ragione delle operazioni in modo da escluderne la riferibilità a operazioni imponibili». Si determina in pratica un’inversione dell’onere della prova. Per contestare i maggiori redditi rispetto a quelli dichiarati, all’Agenzia delle Entrate è sufficiente fare riferimento (secondo l’art. 32 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600) ai dati e agli elementi che risultano dai conti predetti: questi sono gli importi che risultano, quindi mi devi tanto. Spetterà poi al contribuente dimostrare che gli «elementi desumibili dalla documentazione bancaria non sono riferibili a operazioni imponibili»: i soldi sono miei solo in parte, ti spiego come e perché per ogni singola operazione. Non a caso, con la disciplina introdotta dalla riforma del 2012 l’amministratore è obbligato ad aprire uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio, su cui far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio (art. 1129, comma 7, c.c.). Obbligo che è davvero opportuno rispettare. 

 

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Cassazione ordinanza 13075-2017.pdf
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