Ascensori in condominio, tra detrazioni e sicurezza degli impianti

Avranno diritto alla detrazione Irpef gli interventi di recupero del patrimonio edilizio: nel caso specifico ascensori e montacarichi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. L’annuncio su Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, da cui si apprende che le spese sostenute da un singolo condòmino per l’installazione di un ascensore in un condominio sono detraibili anche in mancanza della delibera dell’assemblea, ma sono stati autorizzati dal Comune. Il contribuente potrà usufruire del beneficio fiscale limitatamente alla parte di spesa riferibile alla quota a lui imputabile sulla base della tabella condominiale di ripartizione millesimale. Facciamo un passo indietro: l’art. 1123 del Codice Civile “Ripartizione delle spese” afferma che «le spese di installazione ex novo di un ascensore in condominio, a differenza di quelle relative alla manutenzione o ricostruzione di un ascensore già esistente, vanno ripartite proporzionalmente al valore della proprietà di ciascun condomino». In questo modo l’ascensore diventa un impianto di proprietà comune. Se invece l’intervento non viene approvato in assemblea, può comunque essere eseguito, ma a cura e spese dei soli condòmini favorevoli (con i limiti di cui all’art. 1102 del Codice Civile “Uso della cosa comune”). L’ascensore realizzato non rientrerà nella proprietà comune di tutti i condomini, appartenendo in proprietà solo a chi abbia contribuito economicamente all’intervento.

Questo dà luogo, nel condominio, a una situazione di comunione parziale dei proprietari dell’ascensore, «comunione che è distinta dal condominio stesso, fino a quando tutti i condomini non abbiano deciso di parteciparvi». È infatti prevista la possibilità di subentro, e quindi di «partecipare successivamente all’innovazione, divenendo partecipi della comproprietà dell’opera».  Il subentro è possibile, ovviamente, solamente pagando pro quota le spese relative all’esecuzione, aggiornate al valore attuale, e quelle di manutenzione e cura dell’opera. A prescindere dalla proprietà del mezzo, è opportuno che gli impianti siano adeguati alle norme di sicurezza. In questa direzione sta lavorando l’AssoAscensori, informando il personale del settore ascensoristico, gli amministratori di condominio e tutti gli utenti sull’importanza di investire in sicurezza.

 

«Il rischio sarebbe altrimenti quello di esporre il parco installato più cospicuo del mondo (circa 900.000 impianti) a una crescente obsolescenza, con conseguenze di incidenti anche gravi. I 700.000 impianti installati prima dell’entrata in vigore della Direttiva Ascensori sono stati realizzati sulla base di normative e con standard di sicurezza meno stringenti e, d’altra parte, l’invecchiamento crescente degli ascensori in funzione nel nostro Paese potrebbe compromettere man mano sempre più la sicurezza degli utilizzatori».