Riqualificazione energetica dei condomini. L’accordo tra Legambiente e Fassa Bortolo.

Sono oltre venti milioni gli italiani che vivono in edifici condominiali che per mancanza di manutenzione o per scarsa qualità nella progettazione, si presentano come strutture insicure, non perfettamente coibentate, con sistemi di riscaldamento e raffrescamento obsoleti, dove i residenti pagano bollette che possono arrivare fino a due mila euro l’anno per il solo riscaldamento. Edifici colabrodo da un punto di vista energetico che, per ottenere un’adeguata climatizzazione, contribuiscono enormemente all’inquinamento delle città.I numeri sono impressionanti: in Italia sono oltre un milione e duecentomila gli edifici condominiali e l’82% è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa in materia di efficienza energetica. Strutture che hanno bisogno di interventi: gli edifici residenziali in mediocre o pessimo stato di conservazione in Italia, infatti, sono pari al 16,8% del totale. I dati sono rilevanti anche guardando alle singole regioni: in Veneto e Lombardia i condomini sono rispettivamente 94mila e 221mila, di cui in stato di conservazione mediocre o pessimo sono rispettivamente il 12,6 e il 12,8% degli edifici.Sulla base di questi dati, Legambiente e Fassa Bortolo hanno presentato qualche giorno fa, in provincia di Treviso, un accordo che vede le due realtà collaborare con l’obiettivo di contribuire fattivamente alla più importante e lungimirante opera di intervento di edilizia in Italia. Alla conferenza stampa di presentazione, aperta dal Presidente di Fassa S.r.l. Paolo Fassa, dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera On. Ermete Realacci e dal Vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, hanno partecipato anche il Sindaco di Treviso Giovanni Manildo, il Presidente di ANCE Veneto Giovanni Salmistrari e la Presidente di Unindustria Treviso Maria Cristina Piovesana.

L’obiettivo di Legambiente e Fassa Bortolo è di promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano attraverso l’accesso agli incentivi statali: la Finanziaria 2017 ha introdotto incentivi per l’efficientamento energetico e la riqualificazione antisismica validi fino al 2021 cui accedere per realizzare interventi nei condomini, con detrazioni fiscali fino al 75% per la riqualificazione energetica (Ecobonus) e all’85% per quella statica (Sisma bonus). La novità importante di questi incentivi è che superano i problemi emersi con le detrazioni fiscali in questi anni, che erano parziali perché interessavano i singoli appartamenti senza intervenire sull’intero edificio, e risultavano inaccessibili per le persone a basso reddito. Ora, con l’Ecobonus per le famiglie sarà possibile cedere il credito alle imprese che realizzano l’intervento o alle banche. Così da permettere anche alle famiglie con limitate possibilità di spesa di realizzare questi interventi che, di fatto, ampliano le possibilità di rinnovare il patrimonio edilizio italiano con benefici in termini di vivibilità, di salubrità dell’aria e di risparmio economico. Ciò permetterà di aprire migliaia di cantieri in tutta Italia e rilanciare il settore delle costruzioni creando un beneficio per le città e l’ambiente. Nello specifico, gli incentivi per la riqualificazione energetica dei condomini saranno in vigore fino al 2021 e dunque stabili per almeno 5 anni. La detrazione fiscale può arrivare fino al 75% delle spese realizzate. Il tetto massimo delle spese detraibili è di 40.000 euro per ciascuna delle unità immobiliari che compongono l'edificio. L’agevolazione è prevista anche per edifici di proprietà di istituti autonomi per le case popolari e adibiti ad edilizia residenziale pubblica. Tra le opportunità interessanti, c’è il fatto che i condomini possono cedere alle imprese che effettuano lavori sulle parti comuni degli edifici (per i quali è possibile usufruire dell’incentivo) il loro credito, in cambio delle somme dovute per il pagamento dei lavori.

La cessione del credito è fruibile per tutti i contribuenti, senza limiti di reddito, ed è esercitabile a favore di tutti i soggetti privati (purché non siano istituti di credito o intermediari finanziari). Inoltre, è prevista la cessione ad istituti di credito per i cittadini incapienti, ossia coloro che rientrano nella cosiddetta no tax area, aventi un reddito non soggetto a IRPEF, che non trarrebbero vantaggio dalle detrazioni per interventi edilizi.