Fatturazione elettronica, i consigli di ANAPI

Siamo ormai entrati nel vivo, da qualche giorno, con i primi invii da parte di tutti gli amministratori di condominio, così come stabilito dalla Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, della fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti nel territorio dello Stato.

La situazione però non è rassicurante così come evidenziato in un comunicato anche dall’Associazione Nazionale Commercialisti, che ha scritto al Ministero delle Finanza Giovanni Tria.

L’ANC, che evidenzia come il sistema di fatturazione elettronica appaia in costante affanno, sottolinea che dal 2 gennaio scorso, i problemi delle nuove procedure elettroniche non sono mai cessati. Dubbi, continui rallentamenti e blocchi non giovano certo all’attività delle imprese.

Entrando nel merito della questione è bene ricordare che dal 2 gennaio gli amministratori di condominio devono emettere la cosiddetta fattura in formato XML attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (SdI). Questo significa che chi emette fatture elettroniche B2B (business to business) deve utilizzare una piattaforma digitale dotata degli stessi requisiti legali previsti per creare, gestire, sottoscrivere e conservare le fatture in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa cambia quindi nella gestione dei condomini? La fatturazione elettronica aiuta l’amministratore ad acquisire automaticamente i movimenti economici in entrata e in uscita facilitando la predisposizione del bilancio condominiale. Ma vi sono anche delle garanzie per i singoli condomini che possono verificare agevolmente i movimenti in entrata e in uscita riguardanti il proprio condominio.

Il Sistema funge da tramite ed effettua mirati controlli sulla fattura o sul lotto di fatture inserite. Su ogni ricevuta l’SdI appone un sigillo elettronico volto a garantirne integrità ed autenticità e fornisce prova del recapito o del mancato recapito. In caso di esito positivo, la fattura quindi viene trasmessa al destinatario. In caso contrario, viene recapitata, entro 5 giorni, una “ricevuta di scarto” del file al soggetto trasmittente sul medesimo canale con cui è stato inviato. Attraverso un apposito codice destinatario o via indirizzo PEC comunicato, il cliente finale riceve direttamente le fatture d’acquisto.

Novità ci sono poi anche per quanto riguarda l’archiviazione delle fatture perchè l’Agenzia delle Entrate mette anche a disposizione dei contribuenti e dei soggetti passivi di Iva un servizio gratuito previa adesione ad un accordo di servizio.

“Si tratta di una novità certamente positiva per gli amministratori che non deve diventare un incubo, ciò che come associazione consigliamo è di aggiornarsi in modo da non commettere errori e non farsi trovare impreparati in quello che rappresenta comunque un cambio epocale nelle abitudini degli amministratori”.

Presidente Nazionale di ANAPI
Vittorio Fusco

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