Made Expo Milano 2019, chiusa con successo la ‘quattro giorni’ di ANAPI

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Si è conclusa sabato scorso, con l’atteso dibattito sulla possibilità di istituire un registro o un albo degli amministratori di condominio, la quattro giorni di ANAPI al Made Expo di Milano 2019.

Sono stati giorni intensi di convegni, formazione e possibilità di incontrare tutti gli attori del mondo del condominio nello stand dell’associazione al padiglione 6 della Fiera di Rho.

Mercoledì 13 marzo il presidente nazionale Vittorio Fusco ha aperto i lavori con un focus sulle prospettive della professione e sulle moderne tecniche di gestione dei condomini anche con i riferimenti alle ultime normative legate a privacy e fatturazione elettronica.

Dopo l’intervento del presidente è stata la volta di Carlo Dallagiovanna e Marco Capalbo di CSDM che hanno illustrato normative e procedure di verifica e installazione di cancelli e portoni automatici in condominio. La chiusura della prima giornata è stata affidata a Matteo Bignami di Mbit che ha parlato di ‘gestionale’, ovvero come scegliere al meglio un software che semplifichi l’organizzazione del lavoro in ufficio agli amministratori di condominio.

La seconda giornata è stata legata soprattutto ad approfondimenti legali con un focus su GDPR e gestione della privacy in ambito condominiale a cura dell’avvocato Arianna Gualandris dello studio legale SGHS Law Firm e del referente ANAPI Lombardia, l’avvocato Gabriele Goldaniga ha affrontato il tema del recupero crediti in condominio. L’Associazione nazionale Controllo di vicinato grazie a Rodolfo Principi ha illustrato poi le caratteristiche di un’associazione che unisce le comunità nella prevenzione della microcriminalità negli edifici. Il presidente nazionale Vittorio Fusco ha posto l’attenzione sulla contabilità in condominio e sulla figura del revisore condominiale. Tra gli altri interventi della giornata: il commercialista Carlo Alvaro Crippa sulla fatturazione elettronica in condominio e l’avvocato Giuseppe Mantarro su privacy e video sorveglianza.

La terza giornata di workshop è stata dedicata all’ambiente e alla riqualificazione dei condomini. Ad aprire i lavori è stato Emanuele Plata di Planet Life Economy Foundation che ha illustrato la riallocazione dei sussidi dannosi per l’ambiente e più in generale ciò che si può fare invece per migliorare la qualità della vita nelle nostre città. A seguire il secondo intervento è stato curato da Damiano Di Simine referente Legambiente Lombardia che ha illustrato alcune campagne dell’associazione in favore dei condomini come la ricerca denominata Condominio 5.0 su sostenibilità ambientale e risparmio energetico e il progetto locale Sharing cities a Milano. Piccola parentesi al tema degli edifici sostenibili è stata fatta grazie all’azienda Domus Net che ha illustrato l’utilità del fascicolo sulla Privacy alla luce della nuova normativa su GDPR.

Luca Baldin responsabile di Smart Building Italia ha parlato invece di fibra ottica e interconnessioni tra edifici intelligenti, mentre Maurizio Iriti di Fiaba Onlus ha presentato un vero e proprio focus sulle barriere architettoniche nei condomini.

L’ultimo giorno di ANAPI a Made Expo è stato quindi caratterizzato da un confronto sul tema del registro degli amministratori di condominio al quale hanno partecipato i presidenti delle più importanti realtà associative di amministratori professionisti in Italia: Alac, Anammi, BM Italia (l’ultima nata, da una scissione di Anaip), Fna-Federamministratori, Gesticond e Unai. Il risultato è stato un dibattito serrato dove sono emerse posizioni diverse ma non inconciliabili, e una promessa a rivedersi presto magari per portare poi al sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, una proposta condivisa da tutti.

Per il padrone di casa e presidente di ANAPI, Vittorio Fusco:

Il Registro sembra essere più una volontà delle micro associazioni che vogliono mettere in ombra quelle storiche. Le associazioni più importanti hanno già un elenco pubblicato sui loro siti in base alla legge 4/2013, questo potrebbe essere già sufficiente. Si potrebbe invece dare un giro di vite ai “corsifici”, quegli enti non riconosciuti che elargiscono corsi abilitanti senza controllo, a volte addirittura gratis.

Per ALAC c’era il presidente di Milano Riccardo Vedovato, non contrario al registro.

Le associazioni – spiega – dovrebbero invece essere garanti del Registro in cui però siano ben indicati i requisiti della formazione e la certificazione Uni. La vediamo però come possibilità e non obbligo. Prima di parlare di registro però meglio porre l’attenzione sul giusto compenso.

Contrario all’Albo Giuseppe Bica, presidente di Anammi, che ha spiegato:

Sono altri i problemi nella categoria: dalla lotta agli abusivi alla formazione senza controllo. Siamo stati al Ministero e ci hanno detto che il Registro servirà solo a chi ha “condomìni importanti”, quindi sembra che non sappiano di cosa parlano. Nessuna volontà è stata espressa su come colpire i corsi truffa. Il fine pubblicistico del Registro sembra poi escludere il ruolo delle Associazioni, le sole ad avere fatto un vero lavoro per tutelare gli amministratori e il condòminio in generale.

Secondo Giovanni Zullo, presidente di BM Italia:

Il discorso va spostato su altri orizzonti: esiste un’idea di supportare il Registro per avere la possibilità di tutelare l’utenza ma condivido le preoccupazioni di Bica e Fusco, C’è un’idea e bisogna migliorarla, lavorando insieme tra Associazioni, grandi e piccole. È il fine che conta. Poi serve un dialogo con l’Agenzia delle Entrate per capire cosa vada bene e cosa no. Puntiamo sul controllare chi fa cosa e chi lo certifica.

Più aperta la posizione di Matteo Rezzonico, presidente di FNA-Federamministratori:

Non bisogna temere una novità. Il ruolo delle associazioni non è in discussione. Le Associazioni hanno visto la legge 4 come un successo. Quella norma ci riconosce come professionisti e pone alcuni paletti. Non sono favorevole all’ordine ma ad un coordinamento tra associazioni organizzato dal Mise che controlli e organizzi la formazione, rilasciando anche una certificazione.

Secondo Massimo Bargiacchi, presidente di GESTICOND, il registro

dovrebbe essere un passo in avanti e non indietro. Non è un caso che Morrone abbia parlato di Registro, perché non ha gli obblighi e gli oneri di un Albo, essendo solo un elenco di persone che hanno adempiuto a un certo numero di obblighi.  Abbiamo obblighi civile e penali di una pesantezza inaudita. Non sono le Associazioni a rilasciare gli attestati ma chi organizza i corsi.

Rosario Calabrese, presidente di UNAI, critica riforme, decreti e leggi.

Dobbiamo partire – ha detto – dal codice del 1942 quella deve essere la nostra Bibbia. Tutto quello fatto dopo crea solo confusione. Il Registro serve solo a fare liste di proscrizione. L’unica cosa che serve è verificare e controllare chi rilascia gli attestati della formazione. Questo serve e non il registro. Anzi, il Codice civile dice che è l’amministratore che deve esibire i titoli e non l’Associazione. Il compito di noi Associazioni è di difendere la categoria e non di interfacciarci con i condòmini. L’interesse della categoria viene prima. Non è l’Albo il mio obiettivo, io voglio il riconoscimento stabilito dalla direttiva 205/36/CE. Quella è la strada maestra da perseguire. Tutti i modi interpretare la professione sono legittimi e tutte le Associazioni hanno pari titolo. Non lo hanno, invece, di andare dal ministro sostenendo di rappresentare tutta la categoria. La mia preferenza va al riconoscimento delle Associazioni, purché rappresentative, più che all’Albo.

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