Dimissione dell’amministratore di condominio ed onerosità del mandato

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Come ogni lunedì diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa alle dimissioni dell’amministratore di condominio e le onerosità del mandato.

“Gentile Associazione,

In un condominio, l’amministratore uscente aveva rassegnato le dimissioni da oltre un anno, ma l’assemblea per la nomina del nuovo amministratore è stata convocata dopo tanto tempo, lasciando trascorrere così oltre 12 mesi, per i quali lo stesso ha richiesto il pagamento del compenso originariamente pattuito.

Si può procedere a formale contestazione, soprattutto in virtù del fatto che l’amministratore uscente non ha svolto alcuna attività di gestione se non quella di pagare le utenze e i contratti di servizi in essere, lasciando altresì una situazione di crediti da recuperare pari a circa 3 esercizi?

Inoltre lo stesso richiede il pagamento di oltre 3mila euro di spese anticipate senza fornire la relativa documentazione a supporto.”

“Pregiatissimo Associato,

ogni richiesta o provvedimento, che, nella fattispecie in questione, ha ad oggetto il pagamento di 3 mila euro da parte dell’amministratore uscente, deve essere discussa e deliberata in assemblea, così come richiama l’art.1135 del codice civile.

Tuttavia, la Cassazione, con Ordinanza n°12220/2018, ha avuto modo di precisare che ” la perpetuatio di poteri in capo all’amministratore uscente, dopo la cessazione della carica per scadenza del termine di cui all’art. 1129 c.c. o per dimissioni, fondandosi su una presunzione di conformità di una siffatta perpetuatio all’interesse ed alla volontà dei condomini, non trova applicazione quando risulti, viceversa, (come nel caso in questione) una volontà di questi ultimi, espressa con delibera dell’assemblea condominiale, contraria alla conservazione dei poteri di gestione da parte dell’amministratore, cessato dall’incarico”.

Orbene, nella fattispecie oggetto del quesito in combinato disposto con la giurisprudenza richiamata, sicuramente non sussiste una delibera di revoca dalla rassegnazione delle dimissioni da parte dell’amministratore, sul quale la Cassazione ha espresso i presupposti della prorogatio Imperii senza attribuire oneri economici al mandatario amministratore uscente.”

Arrivederci alla prossima settimana per la risposta ad un nuovo quesito!

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