Rinuncia all’eredità, quali obblighi per l’amministratore e gli eredi

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Come ogni Lunedì diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa agli obblighi dell’amministratore di condominio e degli eredi in caso di rinuncia all’eredità.

“Gentile Associazione,

La proprietaria di un’unità immobiliare facente parte di un condominio da me amministrato è deceduta. I due figli, legittimi eredi, hanno rinunciato all’eredità ciascuno con proprio atto di rinuncia.Come è necessario procedere?”

“Preg.ma Associata,

L’art. 519  del codice civile, 1° comma,  dispone che la rinuncia all’eredità deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o da cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione e inserita nel registro delle successioni.

L’art. 565 del codice civile rubricato Categoria dei successibili individua la categoria dei soggetti chiamati all’eredità, ossia,  il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali ed i parenti fino al 6° grado.

Pertanto, se  nella fattispecie in questione i due figli, legittimi eredi, hanno rinunciato all’eredità, ciascuno con proprio atto di rinuncia, diventa funzionale verificare i soggetti richiamati dalla norma, in modo che l’immobile abbia un avente causa o più aventi causa premesso gli obblighi di rinuncia indicati dall’art. 519 c.c..

In caso di eredità giacente, ovvero di rinuncia  da parte degli aventi diritto, l’art.528 c.c dispone che ” il tribunale della circoscrizione territoriale, nella quale si aperta la successione ai fini della loro amministrazione, può decidere la nomina d’ufficio del curatore all’eredità  qualora le persone interessate non avessero proceduto .

Individuati gli eredi nel rispetto dell’art. 565 c.c, l’art. 1130 dispone che devono essere indicati all’amministratore di condominio  dati anagrafici degli aventi causa. Tali variazioni devono essere comunicate al mandatario  in forma scritta  dei dati anagrafici entro sessanta giorni.

In realtà, dalla norma si percepisce un obbligo reciproco da parte degli eredi in caso di successione, ovvero da parte dell’amministratore ai sensi dell’art. 1130 del codice civile, finalizzato ad individuare i soggetti titolari del diritto di proprietà.

Infatti l’art.1130 c.c. menzionato dispone che

l’amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l’amministratore acquisisce le informazioni necessarie, addebitando il costo ai responsabili.

Orbene, a parere dello scrivente attraverso gli  obblighi richiamati dall’art.1130 del c.c., nonché dell’indicazione della categoria dei successibili richiamati dall’art.565 c.c., scaturisce un obbligo legislativo finalizzato ad attribuire la titolarità di un immobile al fine del rispetto di tutti gli adempimenti normativi e fiscali richiesti dal legislatore .

Arrivederci alla prossima settimana per la risposta ad un nuovo quesito!

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