Luogo di convocazione dell’assemblea, ecco cosa dice la normativa

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Come ogni Lunedì diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa al luogo della convocazione dell’assemblea condominiale.

“Gentile Associazione,

in un condominio da me amministrato un condomino ha fatto la seguente richiesta: “in occasione della prossima riunione condominiale, si richiede di  convocare i partecipanti presso il vostro studio o in un altro locale all’uopo adibito e non più presso una qualsiasi abitazione privata”

Si tratta di un piccolo condominio di 8 unità abitative dove sono subentrato come amministratore da un anno. I due consiglieri si sono offerti a turno di ospitare le assemblee condominiali annuali presso le loro unità immobiliari per risparmiare sul noleggio della sala riunioni.

Ho effettuato già due assemblee senza nessuna richiesta specifica messa a verbale. La richiesta è pervenuta da un condominio che non si è presentato a nessuna delle due assemblee.

Vorrei sapere se è possibile proseguire con le convocazioni presso le private unità o se ho l’obbligo vista la richiesta di noleggiare una sala riunioni.”

L’Esperto risponde

“Preg.mo Associato,

L’art. 66  comma 3 delle disp. att. al codice civile dispone che

l’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima della data fissata per l’adunanza in prima  convocazione, a mezzo posta raccomandata, posta certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell’art.1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati.

Orbene, il legislatore non pone limiti alla scelta relativa ai luoghi della convocazione assembleare se non all’indicazione del luogo, per ogni assemblea ordinaria o straordinaria senza indicazione od obbligo circoscritto di un luogo ben preciso, che spesso, per prassi, avviene o nello studio dell’amministratore o presso le parti comuni dell’edificio.

L’alternativa potrebbe essere, a parere dello scrivente, la disciplina convenzionale, richiamando, attraverso il regolamento di condominio, un’ eventuale indicazione del luogo dove poter discutere gli ordini del giorno, qualora il condominio avesse una ubicazione presso l’edificio per discutere gli ordini del giorno richiesti dall’assemblea.

Sul caso di specie, la giurisprudenza di legittimità  con la sentenza n° 14461 del 22/12/1999 aveva disposto che in assenza di una disciplina regolamentare ” l’amministratore di condominio ha infatti il potere di scegliere la sede più opportuna, a patto che sia all’interno dei confini della città dove è ubicato e che il luogo risulti idoneo a consentire a tutti di partecipare alla discussione”.

Pertanto, i limiti alla scelta discrezionale del mandatario sono rappresentati dalla idoneità della ubicazione e dai confini territoriali ove l’edificio è stato costruito.

Arrivederci alla prossima settimana per la risposta ad un nuovo quesito!

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