Barriere architettoniche e parcheggi per disabili: sono obbligatori per i condomini provvisti di posti auto?

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Cosa fare quando in un condominio provvisto di corte adibita a posti auto, mancano parcheggi per disabili?

La problematica riguardante la presenza di barriere architettoniche è divenuta più che centrale tra le questioni condominiali. Di conseguenza è importante che un amministratore di condominio conosca perfettamente la normativa in materia.

Più precisamente, possiamo fare riferimento sia alla normativa nazionale sia a quella internazionale.

Ad esempio, l’ONU, con la sua Convenzione sui Diritti delle persone con disabilità, sancisce all’articolo 1 che:

Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità.

Leggendo queste poche righe, possiamo già renderci conto di quanto sia fondamentale apportare tutte le modifiche necessarie affinché in ogni luogo, anche in un condominio, le barriere architettoniche vengano abbattute per facilitare eventuali condomini affetti da disabilità.

Chi può venire considerato, tuttavia, un portatore di handicap? A chiarire la questione ci pensa sempre l’ONU, specificando al comma 2 dell’articolo poco sopra citato che:

Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

Chiarito questo punto, possiamo rispondere al quesito sopra posto, citando anche la normativa nazionale.

Ricordiamo, infatti, la presenza dell’articolo 3 della Costituzione italiana, che rigetta ogni tipo di discriminazione. Tale articolo è ripreso anche dalla Legge n° 67 del 1° Marzo 2006. Inoltre, all’articolo 2 della suddetta legge, troviamo una suddivisione della discriminazione in due categorie, diretta ed indiretta. Nello specifico:

Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga. Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.

Volendo continuare a citare la normativa nazionale, il Decreto Ministeriale N°236/89, all’articolo 4.1.14, in materia di parcheggi dispone che:

lo spazio riservato alla sosta delle autovetture al servizio delle persone disabili deve avere dimensioni tali da consentire anche il movimento del disabile nelle fasi di trasferimento; deve essere evidenziato con appositi segnali orizzontali e verticali.

All’art. 8.2.3 si dispone, invece:

Nelle aree di parcheggio devono comunque essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili.

Detti posti auto, opportunamente segnalati, sono ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell’accesso dell’edificio o attrezzatura. Al fine di agevolare la manovra di trasferimento della persona su sedia a ruote in comuni condizioni atmosferiche, detti posti auto riservati sono, preferibilmente, dotati di copertura.

Cosa accade, tuttavia, se i parcheggi condominiali non sono sufficienti per tutti? Fortunatamente il punto è stato chiarito dalla Cassazione, con l’ordinanza n°26630/2018, stabilendo una turnazione sull’utilizzo dei parcheggi.

Di fronte ad una normativa interazionale e a diverse nazionali, tutte molto importanti, possiamo quindi dare una risposta precisa al quesito iniziale: la mancanza di un posto auto per disabili è da considerarsi una discriminazione? Sì, la mancanza di un posto auto per disabili è una discriminazione a cui bisogna porre rimedio. Così come sono discriminazioni la presenza di barriere architettoniche come scale, pavimentazione sconnessa o tutto ciò che possa recare danno ad un condomino affetto da handicap, specie se motorio.

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