Distacco dal Riscaldamento Centralizzato

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Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa al distacco dal riscaldamento centralizzato.

“Gentile Associazione,

in un condominio di 22 unità abitative, prossimamente di mia amministrazione, è attivo il riscaldamento centralizzato utilizzando il sistema della contabilizzazione del calore.

Ovviamente lo scontento tra i condomini che pagano di più rispetto ad altri è notevole. Pertanto 3 condòmini si sono distaccati rendendosi autonomi già qualche anno. Visto il beneficio ottenuto da questi ultimi, altri condòmini stanno prendendo in considerazione questa possibilità.

Vorrei sapere se esiste un numero massimo di condòmini che possono distaccarsi dalla caldaia centralizzata.”

L’Esperto risponde

“Preg.ma associata,

L’art.1118 del codice civile, rubricato “Diritti dei partecipanti sulle parti comuni “prescrive che il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell’unità immobiliare di appartenenza.

Il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni e non può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d’uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto dalle leggi speciali”.

Con riferimento alla sua fattispecie, il 4° comma del medesimo articolo conferma che “il condomino  può rinunziare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o condizionamento se, dal suo distacco, non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini.

In tal caso, il rinunziante è tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese  per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la conservazione e messa a norma”.

Orbene, il legislatore, dal tenore letterale della norma, non ha indicato nessun criterio numerico rispetto ai servizi condominiali, se non nella figura del “singolo condomino” al quale è attribuito la facoltà di rinunciare al diritto in questione, purchè non si verificano eventuali danni ai condomini.

Pertanto, è opportuno verificare se sussistano eventuali  aggravi di spesa attraverso una perizia di parte che verifichi i presupposti ed i limiti tecnici del distacco richiesto dal singolo condomino, oltre al pagamento delle sole spese di manutenzione straordinaria richieste.

Arrivederci alla prossima settimana per la risposta ad un nuovo quesito!

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