Approvato il Decreto “Cura Italia”

25 miliardi di euro è la cifra stanziata dal Governo per gli aiuti economici destinati a risollevare l’economia del Paese.

Durante la conferenza stampa svoltasi il pomeriggio del 16 marzo a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri, guidato dal Presidente Giuseppe Conte, ha annunciato di aver varato il cosiddetto decreto legge “Cura Italia” che introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori ed imprese per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Il decreto è stato approvato su proposta del Presidente del Consiglio, del ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri; dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli; del ministro Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo; ed infine del ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Possiamo parlare di modello italiano – ha dichiarato Conte durante la conferenza stampa – non solo per il contenimento del contagio sul piano sanitario, ma anche per quanto riguarda la politica economica per far fonte a questa grande emergenza. Questa è una manovra economica poderosa, non possiamo combattere un’alluvione con gli stracci e i secchi. Ma abbiamo costruito una vera e propria diga protettiva per famiglie, imprese e lavoratori e vogliamo che l’Europa ci segua”.

Sono quattro i settori cardine coinvolti nel decreto:

  • Misure per potenziare il Sistema sanitario, la Protezione civile e gli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria;
  • Sostegno ai lavoratori e alle aziende per la difesa del lavoro e del reddito;
  • Sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  • Misure in campo fiscale, come la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali.

Il maxi-decreto ha previsto lo stanziamento di circa 25 miliardi di euro. Inoltre, sia il Presidente del Consiglio che il ministro Gualtieri, hanno annunciato che nel mese di aprile verrà varato un secondo decreto legge a sostegno dell’economia italiana.

Tra le principali misure fiscali previste dal decreto legge vi sono:

  • sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse;
  • sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo);
  • disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente, sulle fatture di marzo e aprile;
  • sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • l’introduzione di incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro.
  • affitti commerciali: a negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo;

Vengono, quindi, prorogate tutte le scadenze fiscali e contributive per imprese, professionisti e Partite Iva. Nel dettaglio, le scadenze che avrebbero dovuto essere soddisfatte oggi, sono state rimandate al 20 marzo, fatta eccezione per le imprese che hanno fatturato meno di 2 milioni di euro nel precedente periodo di imposta, poiché in questo caso la scadenza è stata prorogata al 31 maggio. Ad ogni modo, tutti i versamenti previsti per marzo possono essere suddivisi in 5 rate da pagare nei mesi successivi.

Tra i principali provvedimenti per il sostegno ai lavoratori e alle imprese vi sono:

  • la cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi.
  • riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. Trattasi di professionisti e collaboratori, ma anche lavoratori stagionali, del turismo e delle terme, nonché dell’agricoltura e dello spettacolo.
  • Istituzione di un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini;
  • potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti.

Ad oggi il decreto legge è ancora in fase di ultimazione, pertanto non sono ancora noti tutti i dettagli e le modalità previste affinché tutti i cittadini possano richiedere le forme di aiuto spettanti, ma è stato già anticipato che il testo integrale verrà pubblicato nei prossimi giorni.

Per eventuali informazioni è possibile consultare il comunicato stampa pubblicato sul sito del Governo e che trovate a questo link: http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-37/14324

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