Decreto Rilancio: quali sono le misure previste per l’universo condominiale?

Tantissime le misure previste dal Decreto Rilancio per far ripartire l’Italia. Approfondiamo di seguito quelle relative al mondo del condominio.

La conferenza stampa tenuta la sera del 13 maggio 2020 dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dai Ministri Gualtieri, Patuanella, Speranza e Bellanova, ha presentato e sintetizzato le misure previste dal così tanto atteso Decreto Rilancio.

Il Decreto, particolarmente consistente, composto da oltre 250 articoli, muoverà 55 miliardi di euro e ha l’obiettivo di rilanciare e rafforzare l’economia del nostro Paese, messo in ginocchio a causa dell’emergenza Coronavirus.

Anche il mondo condominiale è stato oggetto di misure importanti previste dal Decreto Rilancio, pertanto, riportiamo di seguito gli interventi principali riguardanti la figura dell’amministratore di condominio e gli edifici condominiali.

Art. 212 ter – Modifiche all’art. 83 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18

  1. All’articolo 83 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 2, è aggiunto infine il seguente periodo: “Per il periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e l’11 maggio 2020 si considera sospeso il decorso del termine di cui all’articolo 124 del codice penale”;
  3. dopo il comma 21, sono aggiunti i seguenti:

21-bis. Quando il mandato dell’amministratore è scaduto alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto o scade entro tre mesi dalla stessa alla data, l’incarico dell’amministratore è rinnovato per ulteriori sei mesi dalla scadenza in deroga a quanto previsto dall’articolo 1129 del codice civile, fermo il diritto dei condomini di procedere alla revoca nella prima assemblea successiva al rinnovo.

21-ter. In deroga a quanto stabilito dall’articolo 1130, comma primo, numero 10, del codice civile, il termine per la convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale annuale con data di chiusura successiva al 31 luglio 2019 è differito di 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio contabile”.

Si nota, quindi, come la sospensione del decorso dei termini perentori (compresi i 30 giorni per l’impugnazione delle delibere condominiali) è stata sostituita da quella contenuta all’art. 124 del codice penale – Termine per proporre la querela.

Inoltre, è stato rinnovato per altri 6 mesi l’incarico dell’amministratore già scaduto o che scade da qui a 3 mesi (resta intatto il diritto dei condomini di procedere alla revoca nella prima assemblea successiva al rinnovo) così come è stato prorogato sino al 30 dicembre 2020 il termine per la presentazione ed approvazione del rendiconto condominiale.

Chiaramente, le suddette proroghe sono conseguenza dell’impossibilità dello svolgimento delle assemblee condominiali le quali, svolte in presenza, sono ancora vietate. Seppur ci sia stata una FAQ governativa che autorizza lo svolgimento delle riunioni da remoto, queste potrebbero comunque essere impugnate in mancanza di una normativa ad hoc, come già approfondito in un precedente articolo che metteva in luce le problematiche legate alle assemblee in videoconferenza.

Approfondiamo di seguito le misure fiscali previste per gli interventi dedicati ai lavori condominiali.

Art.128 – Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici 

La relazione illustrativa del Governo, stabilisce che si provvede ad incrementare al 110% l’aliquota di detrazione spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con riferimento alle spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 prevedendo al tempo stesso la fruizione della detrazione in 5 rate di pari importo. In particolare:

  • la disposizione del comma 1 – ponendosi in deroga all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, prevede una detrazione pari al 110% delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica degli edifici sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La medesima aliquota di detrazione spetta, ai sensi del comma 2, anche con riferimento agli interventi indicati nel citato articolo 14 del DL 63 del 2013, nel caso in cui gli stessi siano effettuati congiuntamente a quelli indicati nel comma 1;
  • il comma 3 indica i requisiti tecnici minimi da rispettare ai fini della spettanza della detrazione con riferimento agli interventi di ecobonus di cui ai commi 1 e 2;
  • nel comma 4 si prevede, in deroga all’articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, una detrazione pari al 110% delle spese relative a specifici interventi antisismici sugli edifici, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. Ciò sempreché sia contestualmente stipulata una polizza assicurativa a copertura del rischio di eventi calamitosi;
  • nei commi 5 e 6 si estende la spettanza della detrazione nella misura del 110% anche agli interventi di installazione di specifici impianti fotovoltaici e accumulatori ad essi integrati, effettuati dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La maggiorazione dell’aliquota di detrazione compete solo nel caso in cui i predetti interventi siano effettuati congiuntamente a quelli indicati nel comma 4.
  • con il successivo comma 7 è previsto, inoltre, che la fruizione della detrazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata in sito;
  • la disposizione contenuta nel comma 8 riconosce la detrazione del 110% anche per le spese sostenute, congiuntamente con uno degli interventi di cui ai commi 1 e 4, per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
  • con i commi 9 e 10 si stabilisce l’ambito applicativo delle nuove norme con riferimento ai destinatari delle stesse. In particolare, nel comma 9 è previsto che le disposizioni dei commi da 1 a 8 si applicano alle persone fisiche non nell’esercizio di imprese, arti o professioni – salvo quanto disposto nel comma 10 -, ai condomini e agli IACP mentre nel comma 10, con riferimento agli interventi di ecobonus di cui ai commi 1 e 3, si specifica che la detrazione con aliquota del 110% non spetta se le spese si riferiscono a interventi su edifici unifamiliari non adibiti ad abitazione principale.

A tal riguardo, Riccardo Fraccaroi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha dichiarato:

Il superbonus al 110% consentirà di realizzare i lavori di miglioramento della classe energetica e di messa in sicurezza delle abitazioni a costo zero per i cittadini. I cittadini che effettuano questi lavori otterranno una detrazione fiscale pari al 110% della somma spesa o lo sconto totale in fattura cedendo il credito di imposta all’azienda che ha effettuato i lavori.

L’impresa, a sua volta potrà cedere illimitatamente il credito a fornitori e anche istituti bancari ottenendo immediata liquidità. Il superbonus al 110% è il bazooka che il governo mette in campo per un Paese più verde, efficiente, sicuro e rinnovabile ma anche per una ripresa economica più vigorosa e incisiva con una spedisca efficacia antivirale rispetto alla crisi che stiamo attraversando.

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