Il Decreto Semplificazioni diventa legge

Il decreto Semplificazioni, dopo l’approvazione del Senato e della Camera, è stato convertito in legge. Qui le misure riguardanti il condominio.

Dopo esser stato approvato dal Senato, il Decreto Semplificazioni (D.L. n.76/2020) è stato convertito in legge ed approvato anche dalla Camera dei Deputati, grazie ai 291 voti favorevoli. Sul supplemento ordinario n.33/L della Gazzetta Ufficiale n.228 del 14 settembre 2020 è stata, difatti, pubblicata la legge 11 settembre 2020, n.120: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” in vigore dal 15 settembre 2020.

Le novità introdotte da questo maxiemendamento sono molteplici e mirano allo snellimento della burocrazia per le imprese e i contribuenti nel rapporto con gli organi della Pubblica Amministrazione. Per rilanciare l’economia nazionale, fortemente colpita dalla diffusione del Covid-19, tra le misure più importanti, vi sono le semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia, lo snellimento e la digitalizzazione delle procedure amministrative e le agevolazioni dedicate alle attività d’impresa, all’ambiente e alla green economy.

Per quanto concerne l’ambito condominiale, le norme previste per l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’uso delle cose comuni da parte del singolo condomino per gli interventi di cui all’art.119 del DL Rilancio (quelli compresi nel Superbonus del 110%), non hanno subito alcuna modifica rispetto al testo originario.

Difatti, l’art. 10 del testo normativo rubricato “Semplificazioni e altre misure in materia di edilizia”, al terzo comma, stabilisce che:

“Ciascun partecipante alla comunione o al condominio può realizzare a proprie spese ogni opera di cui agli articoli 2 della legge 9 gennaio 1989, n. 13, e 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, anche servendosi della cosa comune nel rispetto dei limiti di cui all’articolo 1102 del codice civile.

Alla legge n. 13 del 1989 sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) all’articolo 2, comma 1, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le innovazioni di cui al presente comma non sono considerate in alcun caso di carattere voluttuario ai sensi dell’articolo 1121, primo comma, del codice civile. Per la loro realizzazione resta fermo unicamente il divieto di innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, di cui al quarto comma dell’articolo 1120 del codice civile.»;
  2. b) l’articolo 8 è abrogato.”

Quanto appena detto implica, quindi, che il singolo condomino avrà più potere sulle parti comuni riguardo tutti quegli interventi che mirano a rimuovere le barriere architettoniche, sempre nel rispetto dei limiti posti dall’art. 1102 del codice civile. Il condomino avrò lo stesso potere anche per quanto riguarda gli interventi compresi nel Superbonus 110%.

L’articolo sopracitato stabilisce anche che gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche non sono da considerarsi, in alcun caso, di carattere voluttuario, ciò implica che se l’assemblea delibera un’opera per rimuovere le barriere architettoniche, la decisione non potrà essere considerata come un’innovazione voluttuaria al fine di non partecipare alla spesa.

Concludendo, nella conversione in legge del DL Semplificazioni non vi è alcuna traccia sulla possibilità di svolgimento delle assemblee di condominio in via telematica. L’attesa era nata dall’uscita della notizia di una proposta di modifica dell’art. 66 disp. att. c.c. avanzata da alcuni Senatori, la quale avrebbe dato il via libera allo svolgimento dell’assemblea attraverso questa modalità, ma purtroppo tale proposta non è stata accolta e non è stata inserita all’interno della conversione in legge del decreto.

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