“Difficile convocare le riunioni di condominio”

Fusco (ANAPI): “Ancora impossibile tenere le assemblee in via telematica”.
E la procedura non è snella

Il decreto Agosto ha semplificato l’approvazione dei lavori in condominio. Di fatto, però, la strada per l’ottenimento del Superbonus 110% è lastricata di ostacoli, a cominciare proprio dall’atto iniziale: la delibera dell’assemblea dei condomini.

Fino a quando resteranno le restrizioni anti Covid e sarà impossibile convocare le assemblee di condominio – afferma il barese Vittorio Fusco, presidente dell’Anapi, Associazione nazionale amministratori professionisti d’immobili – l’impulso che ha inteso dare il Governo col provvedimento non ci sarà. Siamo ancora fermi al passato, nonostante le sollecitazioni di tutte le associazioni per consentire di eliminare le limitazioni o comunque per normare una situazione ingovernabile.

Nemmeno nella conversione in legge del dl Semplificazioni vi è traccia sulla possibilità di svolgimento delle assemblee di condominio in via telematica. L’attesa era nata dall’uscita della notizia di una proposta di modifica avanzata da alcuni senatori che avrebbe dato il via libera allo svolgimento dell’assemblea in questa modalità, ma purtroppo tale proposta non è stata accolta e non è stata inserita all’interno della conversione in legge del decreto.

ADATTAMENTO – Ciascun amministratore si adatta come può. I più intraprendenti affittano ampi locali (con costi che aumentano) per consentire ai condomini di discutere e prendere le decisioni (“ma in alcuni casi, ad esempio, a Torino, qualcuno che ha contratto il virus ha sporto denuncia”, spiega Fusco). Altri informano, preparano un documento e aspettano che ciascun condomino si rechi negli uffici per rendersi conto dell’argomento, magari guardare i preventivi, firmare e dare l’assenso (“in ogni caso è poi necessario ratificare le decisioni alla prima riunione utile”).

Ovviamente, a parte l’aspetto giuridico, la procedura è tutt’altro che snella. A poco o nulla è dunque valsa, almeno per ora, la decisione di semplificare l’iter per l’approvazione dei lavori rientranti nel Superbonus con un quorum di votazione è più leggero: basta la maggioranza dei partecipanti all’assemblea e almeno un terzo del valore dell’edificio. In linea generale, invece, la deliberazione delle innovazioni in ambito condominiale necessita dell’approvazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune.

Per il Superbonus – conferma Fusco – fermo restando che comunque l’approvazione di tali opere deve avvenire a maggioranza dei partecipanti all’assemblea, questi devono però rappresentare almeno un terzo del valore dell’edificio condominiale e non invece i due terzi, come previsto dall’art. 1108 del codice civile.

La decisione di semplificare tale iter è dovuta soprattutto ai tempi ristretti per usufruire di questa maxi-detrazione, pertanto si è ritenuto necessario apportare tale modifica per rendere più immediata la possibilità di accedervi.

Anche se in realtà il Governo discute della possibilità di estendere per molti anni ancora.

G. Flavio Campanella
da La Gazzetta del Mezzogiorno

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