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Assemblee in presenza o in videoconferenza?

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana il quesito verte sulla possibilità di effettuare le assemblee in via telematica e sulla questione relativa alle assemblee in presenza.

L'ASSOCIATO/A CHIEDE

“Gentile Associazione,

considerato che le assemblee a distanza sono diventate legali ed ammesse, gradirei ricevere tutti gli adempimenti normativi relativamente alle predette assemblee condominiali nel rispetto del D.P.C.M del 3 novembre 2020, premesso le restrizioni relativamente alla circolazione di beni e persone tra regioni e comuni su tutto il territorio nazionale.”

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

La disamina applicativa in materia di assemblee di condominio si struttura attraverso il decreto legge N.°104 del 14 agosto del 2020, convertito nella legge N° 126 del 13 ottobre 2020, che ha confermato e modificato i procedimenti in materia assembleare, ovvero l’art. 63 dispone che al comma 1, capoverso 9-bis , dopo le parole: «interventi di cui al presente articolo» sono inserite le seguenti:

e degli eventuali finanziamenti finalizzati agli stessi, nonché l’adesione all’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121;

dopo il comma 1 è aggiunto il seguente 1-bis.

All’articolo 66 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al terzo comma, dopo le parole: “e deve contenere l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione” sono inserite le seguenti: “o, se prevista in modalità di videoconferenza, della piattaforma elettronica sulla quale si terrà la riunione e dell’ora della stessa”;

b) dopo il quinto comma è aggiunto il seguente: “Anche ove non espressamente previsto dal regolamento condominiale, previo consenso di tutti i condomini, la partecipazione all’assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza. In tal caso, il verbale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente, è trasmesso all’amministratore e a tutti i condomini con le medesime formalità previste per la convocazione”.

Dopo l’articolo 63 è inserito il seguente art. 63-bisDisposizioni urgenti in materia condominiale. Differimento del termine per adeguamenti antincendio”:

1. Il termine di cui al numero 10) dell’articolo 1130 del codice civile è sospeso fino alla cessazione dello stato di emergenza da COVID-19, dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 29 luglio 2020. 2. È rinviato di sei mesi dal termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il termine per gli adempimenti e adeguamenti antincendio previsti per il 6 maggio 2020, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b, del decreto del Ministro dell’interno 25 gennaio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2019.

Orbene, con riferimento al suo quesito, se pur con un orizzonte ingrandito sugli interventi del legislatore con il richiamato art. 63 bis, è opportuno precisare che il legislatore della legge n°220 del 2012 non aveva stabilito alcuna applicazione pratica in riferimento alle assemblee in videoconferenza.

Pacificamente e nella prassi dell’attività assembleare dei condomini, la presenza fisica rappresentava l’unica forma di discussione, che, attraverso l’applicazione normativa della legge N° 126 del 13 ottobre 2020, attribuisce alla modalità in videoconferenza un nuovo criterio di applicazione assembleare.

Nel caso di specie, il legislatore della legge 220 attribuisce, con riferimento all’art. 66 delle disp. att., “l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione”, che, nella esplicitazione della prassi, era individuabile in un luogo “fisico”. Nessuno riferimento era qualificabile ad una interpretazione se non letterale del dettato normativo.

Interessante è il richiamo alla disciplina regolamentare condominiale come applicazione dell’assemblea in videoconferenza di cui probabilmente il legislatore non è a conoscenza che un’applicazione diversa da quella indicato dall’art. 66 disp. att. c.c. della legge 220/2012 era di difficile applicazione attraverso un regolamento di condominio in mancanza di un esplicito intervento normativo così come è avvenuto nel novellato articolo di legge richiamato dall’art. 63 della legge N° 126 del 13 ottobre 2020.

A parere dello scrivente, il dibattito assume una connotazione applicativa nel momento in cui nulla è stato stabilito da regolamento di condominio. Infatti, l’art. 63 della legge N° 126 del 13 ottobre 2020 dispone che

Anche ove non espressamente previsto dal regolamento condominiale, previo consenso di tutti i condomini, la partecipazione all’assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza.

Orbene, “il previo consenso dei condomini” richiederebbe una delibera all’unanimità dei consensi, di cui difficilmente si riesce a dare forma applicativa come “conditio sine qua non” per deliberare l’applicazione dell’assemblea in videoconferenza e con l’utilizzo di una piattaforma elettronica. La formula giuridica utilizzata dal legislatore non è di facile applicazione.

A parere dello scrivente, sarebbe stata sufficiente una modifica del regolamento di condominio nel rispetto dell’art. 1138 c.c. terzo comma, ovvero con le maggioranze del secondo comma dell’art. 1136 c.c., ossia la maggioranza degli intervenuti che rappresenti la metà del valore dell’edificio, non trattandosi di diritti indisponibili.

Con riferimento al D.P.C.M., pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 253 del 13 ottobre 2020, non sono stati posti dei limiti alla convocazione dell’assemblea, purché sia rispettato l’uso e l’utilizzo dell’uso delle mascherine e mantenendo una distanza interpersonale di almeno un metro, nonché la sanificazione degli spazi oggetto discussione e delibera.

Inoltre, così come richiamato dalla circolare del Ministero dell’Interno n°15350/117/2/1 Uff.III-Prot.Civ. del 20 ottobre 2020, con oggetto “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020 – Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID 19”, ha confermato che, al fine di mitigare il rischio da contagio COVID – 19 e, che, pertanto, la sua finalità ispiratrice risiede nella tutela della salute pubblica,

le riunioni private sono ancora consentite in presenza, sebbene il loro svolgimento da remoto sia fatto oggetto di una forte raccomandazione. Si precisa che la distinzione fra riunioni private ed attività convegnistiche e congressuali, il cui svolgimento in presenza è sospeso, è da ascrivere ad alcuni elementi estrinseci, quali il possibile carattere ufficiale dei congressi e dei convegni, l’eventuale loro apertura alla stampa e al pubblico, il fatto stesso che possano tenersi in locali pubblici o aperti al pubblico. Elementi questi assenti, in tutto o in parte, nelle riunioni private, come, ad esempio, nelle assemblee societarie, nelle assemblee di condominio, ecc.

Ai provvedimenti richiamati, il Governo, con il D.P.C.M del 3 novembre 2020 entrato in vigore a partire dal 6 novembre 2020 ha suddiviso il territorio per aree di criticità che può essere suscettibile a cambiamenti nel corso dell’evoluzione della curva epidemica.

L’art.1 del citato D.P.C.M rubricato: “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale” al comma 9, lettera O) dispone che “è fortemente raccomandato svolgere anche riunioni private in modalità a distanza.”

In realtà nessuna disposizione in materia condominiale affronta in tema delle cosiddette riunioni private. Pacificamente le assemblee di condominio possono essere integrate nelle riunioni private attraverso l’interpretazione estensiva delle Faq del Governo nel rispetto di tutte le aree di criticità alla domanda: “È consentito svolgere assemblee condominiali in presenza?”. Il governo ha asserito:

Sì. È fortemente consigliato svolgere la riunione dell’assemblea in modalità a distanza. Laddove ciò non sia possibile, per lo svolgimento in presenza occorre rispettare le disposizioni in materia di distanziamento sociale e uso dei dispositivi di protezione individuale.

Orbene, tralasciando le questioni di ordine costituzionale delle Faq possiamo confermare che, in applicazione di una legislazione d’emergenza e preso atto delle restrizioni relativamente alla circolazione di beni e persone nel rispetto delle aree di criticità richiamate dal D.P.C.M del 3 novembre 2020, l’alternativa normativa ed applicativa è rappresentata dalle assemblee in videoconferenza così come disciplinato dalla legge N° 126 del 13 ottobre 2020.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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