05 Giugno 2018 – Quesito della Settimana

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Questa settimana il quesito posto è il seguente:


“Gentile Associazione,

Spett. le Associazione,

Il 16 aprile scorso, si è proceduto alla nomina del nuovo amministratore presso il mio condominio. Oggi ho contattato l’amministratore nominato dall’assemblea il quale mi ha riferito che l’amministratore uscente non ha provveduto alla consegna dei documenti.

Ho contattato l’amministratore revocato il quale mi ha riferito: “ci sono condomini che vogliono rifare l’assemblea, più di uno, pertanto si procederà con l’invio della convocazione assembleare”.

Mi chiedo: La delibera assembleare ha valore ai fini di legge (quorum deliberativo 577), come è possibile che l’amministratore uscente possa convocare nuova assemblea per argomento già trattato e deliberato? quale adempimento dovrò compiere quando riceverò la convocazione?

Tengo a precisarLe che in giornata l’amministratore nominato provvederà ad inviare fax con richiesta di consegna documenti all’amministratore uscente.


Anapi risponde:

“Gentile associato,

la procedura di revisione di una delibera condominiale non è giuridicamente richiamata dalle norme condominiali, se non fosse per il fatto che il procedimento di revisione in questione può avere come punti di riferimento normativo l’autotutela, istituto di diritto amministrativo disciplinato dalla legge  N° 241/1990 e qualificato come quel complesso di attività, con cui ogni amministrazione pubblica dirime i contrasti relative alle disposizioni imposte in virtù dell’ Autorità che rappresentano nonchè l’altra norma avente ad oggetto la revisione delle delibere  richiamata in materia di Società dall’art 2377 del codice civile, rubricato “Annullabilità delle deliberazioni”.
Le due fattispecie giuridiche, una in materia di diritto amministrativo, l’altra in materia di diritto societario, identificano i criteri d’indirizzo normativo e comparativo per la qualificazione della fattispecie in oggetto.
Premesso che l’assemblea condominiale, in virtù di un principio di autonomia privata, può procedere attraverso delibera condominiale, alla revisione della decisione precedente approvata, la questione oggetto di discussione deve essere assunta tenendo presente che, se è vero ammettere il principio dispositivo di revisione di una delibera condominiale, è anche vero che nella fattispecie in questione non può non essere rispettato il mandato condominiale determinato, attraverso l’approvazione dell’ordine del giorno oggetto di convocazione ed il lucro cessante potenzialmente subito dal amministratore professionista.
Pertanto, la delibera è valida, perchè sono stati raggiunti i quorum richiamati dall’art 1136 4° comma del codice civile.
Tuttavia, se è vero che l’assemblea può esercitare la propria autonomia privata, la medesima non può non essere assunta nel rispetto del principio di responsabilità finalizzato a riconoscere al mandatario il mancato guadagno inteso come perdita  patrimoniale .

 


Arrivederci alla prossima settimana per la risposta ad un nuovo quesito!

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