Un italiano su 3 vive in condominio, l’amministratore è la professione del futuro

Fino all’entrata in vigore della cosiddetta riforma del Condominio, la legge n.220 del 2012, per diventare amministratori di condominio non occorreva avere particolari competenze o requisiti, tant’è vero che ad occuparsi della gestione dello stabile erano spesso gli stessi condomini, con gravi rischi legali e amministrativi sia per lo stesso amministratore che per tuti i condomini.

Oggi non è più così.

Esiste innanzitutto l’obbligo di nominare un amministratore di condominio negli stabili occupati da più di 8 condomini. Ma chi può farlo e quali sono i requisiti indispensabili per accostarsi alla professione?

Occorre innanzitutto avere un diploma di scuola superiore, avere la fedina penale pulita e frequentare uno specifico corso di formazione che abilita alla professione della durata di almeno 72 ore. ANAPI, l’Associazione nazionale amministratori professionisti di immobili ne organizza diversi in tutta Italia (https://www.anapi.net/chi-siamo/corsi-di-formazione/) ma anche online grazie alla piattaforma di e-learning Italia Didacta (https://www.anapi.net/chi-siamo/corsi-online/).

Entrambi i corsi terminano con un esame finale che rilascia un attestato che certifica l’acquisizione delle competenze necessarie a svolgere in maniera professionale questo lavoro. Naturalmente il candidato deve avere anche caratteristiche che prescindono dalla formazione come: ottime capacità relazionali, doti organizzative e gestionali, capacità di negoziazione e di problem-solving.

Dopo aver frequentato il corso ed aver ottenuto l’attestato di frequenza, si può già iniziare a lavorare aprendo una Partita Iva e dotandosi di un’assicurazione Rc professionale. Importante e imprescindibile è poi la formazione continua.

Con il DM 140 per continuare ad esercitare l’attività, è annualmente obbligatorio seguire corsi di aggiornamento della durata minima di quindici ore, entro l’8 ottobre di ogni anno. Si tratta di corsi assoggettati alle stesse regole della formazione iniziale, chi non ottiene i crediti annuali obbligatori rischia la nullità delle delibere assembleari e quindi della perdita del mandato.

Naturalmente per intraprendere questo tipo di professione non si può prescindere da un supporto di un’associazione professionale. Anapi infatti dopo aver concluso il ciclo formativo non abbandona i suoi iscritti. Con l’iscrizione nell’albo Anapi si ha anche diritto alla consulenza degli esperti legali e amministrativi. Per ulteriori info c’è il sito di Anapi  www.anapi.it e anche il numero verde nazionale 800.032.155.

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