Diffamazione dell’amministratore di condominio, è reato?

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Diffamazione ex art. 595 c.p. significa “parlare male di qualcuno alle spalle con più persone”. Questo reato può essere applicato a qualsiasi soggetto, spesso anche al vicino in condominio (parlare male del dirimpettaio con un altro vicino o con il portiere) ma anche alle figure professionali come ad esempio quella dell’amministratore di condominio.

Secondo la giurisprudenza si può essere ugualmente puniti per diffamazione quando si sparla di qualcuno in momenti diversi: oggi con una persona, domani con un’altra, dopodomani con un’altra ancora. In buona sostanza non è necessario che la pluralità di persone sia presente nello stesso istante, ma può essere raggiunta in occasioni differenti.

Nel caso specifico poi il reato di diffamazione dell’amministratore di condominio si palesa solo quando i giudizi sono sulla persona e non sull’operato. Non è infatti diffamazione quando un condomino parla dell’operato del professionista dicendo magari che ha sbagliato i conteggi o non risponde alla sue richieste, ma lo è nel caso in cui si dice male della sua persona o della sua moralità con frasi del tipo: È un ladro, è un imbroglione.

E’ bene ricordare che la diffamazione è un reato perseguibile solo se la vittima sporge querela, non si può infatti procedere d’ufficio, è necessario che questa lo venga a sapere e che, quindi, in un modo o nell’altro, qualcuno glielo vada a dire.

Parlare male di qualcuno, in questo caso dell’amministratore di condomini, configura il reato di diffamazione anche se ciò avviene in momenti e contesti differenti. Basta diffondere i propri giudizi dispregiativi a due sole persone per commettere l’illecito penale.

L’offeso deve avere però la prova del reato.

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