Barriere architettoniche in condominio, ANAPI a E2 Forum

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Spesso le cosiddette barriere architettoniche impediscono o ostacolano la mobilità domestica, costringendo le persone anziane o con disabilità a vivere male in casa propria.

Nei condomìni il caso più discusso riguarda l’installazione di ascensori o montascale. Per fare il punto sulle leggi vigenti, e sui compiti dell’amministratore di condominio, ANAPI ha tenuto un convegno a tema all’interno della manifestazione E2 FORUM che si è svolta a Milano il 24 e 25 ottobre ai Frigoriferi Milanesi.

La mostra convegno dedicata all’industria del trasporto verticale, era organizzata da Messe Frankfurt Italia e promossa da ANIE AssoAscensori. Tanti gli amministratori presenti ma diversi anche i professionisti dell’edilizia, come ingegneri e architetti.

Con Vittorio Fusco (presidente di Anapi) era presente anche il delegato di FIABA onlus per la Lombardia Maurizio Iriti.

«La legge che regolamenta l’abbattimento delle barriere architettoniche nei casi di immobili privati come nei condomini – spiega da Milano il presidente nazionale di ANAPI Vittorio Fusco – è la N.13 del 1989 che regola anche la concessione di contributi per interventi atti al superamento di tali ostacoli su immobili privati già esistenti ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti.

Spesso gli amministratori di condominio però non conoscono i meccanismi che regolano la materia e nemmeno cosa fare per accedere alle agevolazioni previste».

La legge dell’89 che regolamenta la materia infatti non è l’unica in campo.

«Per quanto riguarda il parere dei condòmini sui lavori di abbattimento delle barriere – prosegue Fusco – c’è la Legge N.220 11 dicembre 2012 che stabilisce il quorum da raggiungere durante le decisioni nell’assemblea condominiale e cioè, sia in prima che in seconda convocazione, la maggioranza degli interventi in assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell’edificio.

Per istallare un ascensore e condividere le spese inoltre, deve esserci la maggioranza dei condèmini, in caso contrario se l’assemblea non delibera l’innovazione (o comunque non si pronuncia entro tre mesi in merito ad essa, ndr), nell’ipotesi in cui le opere siano tra quelle comprese nell’elencazione formulata nel comma 2 dell’art. 2, e il portatore di handicap o chi ne esercita la tutela potestà, intenda avvalersi del diritto di farle eseguire ugualmente, le spese saranno a suo totale carico».

Il convegno si è strutturato quindi in due momenti con una prima introduzione ai lavori da parte del presidente ANAPI, una presentazione di quelle che possono essere le difficoltà dei diversamente abili all’interno degli stabili condominiali e quindi dei possibili ausili ammessi, da parte di Maurizio Iriti di Fiaba, e poi un dibattito aperto con i presenti. Interessante anche il capitolo sui finanziamenti.

Secondo quanto previsto con il Decreto ministeriale n. 67 del 27 febbraio 2018, che ripartisce tra le varie Regioni in base al fabbisogno dichiarato, il Fondo speciale per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati, ci sono a disposizione 180 milioni di euro per gli anni 2017/2020, provenienti dal Fondo Investimenti della Legge di Bilancio 2017, che rifinanzia la Legge 13/1989 ‘Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati’.

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