Come agire se l’amministratore uscente sottoscrive un contratto di pulizia del condominio dopo la revoca del suo mandato?

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa al contratto di pulizia del condominio stipulato dall’amministratore uscente dopo la sua stessa revoca.

“Gentile Associazione,

di seguito vi illustro la mia situazione: ho preso un condominio con verbale di nomina in data 10 dicembre 2019. Il passaggio di consegne è avvenuto una settimana dopo, e, a seguito, ho scoperto che in data 21/11/2019 l’amministratore di condominio uscente aveva sottoscritto un nuovo contratto di pulizia per il condominio, nonostante il suo mandato fosse stato revocato.

A questo punto vorrei chiedervi un chiarimento: l’amministratore uscente può fare un nuovo contratto all’insaputa dei condomini e, tra l’altro, non consegnare al nuovo amministratore durante il passaggio di consegna il nuovo contratto?”

L’Esperto risponde:

“Gent.mo Associato,

Con riferimento al quesito in oggetto, l’art 1130 del codice civile, rubricato “Attribuzioni dell’amministratore di condominio“, impone all’amministratore di condominio di disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascun condomino, nonché di compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio. Infatti l’Amministratore professionista, in quanto mandatario ha il potere di agire in nome e per conto del condominio, entro i limiti e le competenze stabilite dalla legge, dal regolamento di condominio, o dall’assemblea così come richiamato dal dettato letterale dell’art 1131, 1° comma.

Nella fattispecie oggetto di quesito, la firma di un nuovo contratto di pulizia, non rientra tra le competenze dell’amministratore di condominio così come per una fattispecie analoga, ossia la sottoscrizione di un contratto d’ assicurazione senza la preventiva autorizzazione assembleare così come richiamato dalla sentenza di Cassazione del 03/04/2007 n°8233.

Pertanto dalla richiamata sentenza, non ci sono i presupposti per l’identificazione dei poteri conservativi dell’amministratore di condominio in qualità di mandatario del condominio, tali da giustificare la sottoscrizione di un contratto di pulizia. Nella fattispecie in oggetto sussiste una “aggravante”, ossia la revoca del professionista da parte dell’assemblea che si pone in antitesi con i comportamenti richiamati dalla giurisprudenza richiamata.

Come tale, o il contratto in questione viene ratificato dall’assemblea, oppure sarà necessario procedere nei confronti dell’amministratore qualora la stipula del contratto in questione abbia aggravato economicamente la situazione contabile del condominio.”

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia 

Arrivederci alla prossima settimana con un nuovo quesito!

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