Detrazioni sulle spese di ristrutturazione in alcuni casi specifici

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa alle detrazioni in materia di ristrutturazione edilizia in casistiche particolari.

L'ASSOCIATO CHIEDE

Gentile Associazione,

ho bisogno della Vostra collaborazione perché ho dei dubbi sulle “Comunicazioni Spese di Ristrutturazione Edilizia su Parti Condominiali” che ho trasmesso telematicamente il 28/02/2020 e più precisamente:

  1. In un Condominio c’è un appartamento di proprietà del Comune di Turbigo (MI) e quindi, né una persona fisica e né una ditta individuale o società di persone. La detrazione è dovuta nei confronti del Comune richiamato? Il mio dubbio è: devo indicare nel “totale Spese Effettuate con bonifico” l’importo totale da ripartire tra le diverse quote imputabili ai Sig.ri condòmini?
  2. In un Condominio vi sono dei proprietari ovvero delle Società in Nome Collettivo, trattandosi di soggetti diversi dalle persone fisiche, hanno diritto alla detrazione?  
  3. Per concludere, ho un ultimo dubbio: nel condominio in questione bisogna, indicare il totale delle unità immobiliari esistenti nel Condominio?

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.ma Associata

Il comma 175 della legge di bilancio 2020 ha modificato l’articolo 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 in materia di interventi di ristrutturazione edilizia, prorogando al 31 dicembre 2020 la misura della detrazione al 50 per cento, fino ad una spesa massima di 96.000 euro.

Con riferimento agli Enti pubblici, il centro Studi della Camera con il focus del 10/02/2020 ha confermato che

Le suddette detrazioni maggiorate possono essere utilizzate anche dagli IACP, comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in-house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013 per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci (articolo 16, comma 1-sexies.1, del D.L. 63 del 2013, inserito dalla legge di bilancio 2018).

Pertanto, non vedo, perché non dovrebbe essere riconosciuta la detrazione fiscale anche nei confronti di un ente che comunque è pubblico ovvero come nel caso di specie di un appartamento di proprietà del Comune di Turbigo (MI). D’altronde l’ente pubblico è comunque un condomino e come tale deve essere riconosciuta la detrazione fiscale anche nei suoi confronti, premesso che in materia tributaria è obbligatorio applicare il principio di cassa e come tale deve essere indicata il totale della spesa sostenuta e la ripartizione della spesa per i millesimi richiesti così come richiamato dagli adempimenti dall’ Agenzia delle Entrate.

Con riferimento al secondo quesito, nella guida dell’Agenzia delle Entrate del luglio 2019, al punto 1.2.1, ovvero tra i soggetti che possono usufruirne, è stato stabilito che anche i

soggetti indicati dall’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari, alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Pertanto, verifichi eventualmente la partita Iva della Società come codice da inserire al posto del codice fiscale richiesto per le persone fisiche.

Con riferimento al terzo quesito, fonte Agenzia delle Entrate, è stato stabilito che

per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Per ogni interpretazione autentica e funzionale, è necessario formulare eventuali interpelli all’Agenzia delle Entrate.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

 

Arrivederci alla prossima settimana con un nuovo quesito!

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