B&B in un Condominio: quali sono le normative anti-Covid e cosa deve fare l’Amministratore?

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa alla presenza di un B&B all’interno di un condominio e agli obblighi dell’amministratore in riferimento al rispetto delle normative anti-covid.

L'ASSOCIATO CHIEDE

Gentile Associazione,

in uno dei condomini da me amministrati, sussiste un B&B a gestione familiare che, da alcuni giorni, ha ripreso ad ospitare clienti. Alcuni condòmini hanno sollevato delle preoccupazioni riguardo l’accesso di estranei in condominio. Vorrei, pertanto, sapere se le Ordinanze Governative e/o Regionali (nel suddetto caso la Regione Campania) prevedono obblighi a cui deve sottoporsi la struttura e che quindi, in qualità di Amministratore, posso richiedere.

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.ma Associata,

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha disposto le linee guida per la sicurezza nelle strutture ricettive, al fine di interrompere, ovvero di rallentare la trasmissione del Covid-19. Il documento è indirizzato a strutture ricettive collettive per il turismo come hotel e strutture simili, vacanze e altri alloggi per brevi soggiorni e campeggi. I fornitori privati ​​di strutture ricettive per turismo sono invitati a seguire le linee guida operative nella massima misura possibile.

La finalità del documento è quella di aiutare qualsiasi autorità coinvolta nella sanità pubblica a rispondere a un evento di sanità pubblica negli hotel e negli esercizi turistici, incluso il Regolamento sanitario internazionale (IHR) National Focal Point (NFP), autorità sanitarie locali, sistema di sorveglianza e risposta sanitaria locale, provinciale e nazionale. Il documento dispone, inoltre, che

Gli hotel e gli esercizi turistici non sono più suscettibili al contagio rispetto ad altri stabilimenti pubblici visitati da un gran numero di persone che interagiscono tra loro e con i dipendenti. Tuttavia, sono luoghi in cui gli ospiti soggiornano temporaneamente in stretta convivenza e in cui vi è un alto grado di interazione tra ospiti e lavoratori. Sono questi aspetti – la sistemazione degli ospiti insieme ai servizi che ciò comporta (cibo e bevande, pulizia, organizzazione delle attività, ecc.) – e le interazioni specifiche per questi stabilimenti (ospite-ospite, ospite-personale e personale-personale) che richiedono un’attenzione specifica.

Ogni membro dello staff deve rispettare rigorosamente le misure di protezione di base contro COVID-19 raccomandate dall’OMS, come l’igiene delle mani, il distanziamento fisico, evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca, praticare l’igiene respiratoria e seguire i consigli per rimanere a casa e consultare un medico se presentano sintomi coerenti con la malattia.

La direzione dello stabilimento dovrebbe adottare un atteggiamento responsabile per affrontare la minaccia per la salute di COVID-19. Con riferimento al piano d’azione, il team di gestione, in consultazione con le autorità sanitarie locali, hotel, ristorante, catering e turismo l’amministrazione e le associazioni di categoria dovrebbero stabilire un piano d’azione adattato alla situazione e attuarlo conformemente alle raccomandazioni delle autorità sanitarie pubbliche locali e nazionali allo scopo di prevenire i casi, gestire efficacemente i casi e mitigare l’impatto tra i clienti e il personale, compresi pulizia.

Pacificamente, si tratta di indicazioni generali prive di contenuto sanzionatorio ma che rappresentano delle linee guida da utilizzare per le strutture recettive. A questi dettami, si aggiunge il  Protocollo nazionale

Accoglienza sicura”, voluto da Federalberghi in linea con le indicazioni del Governo e del Ministero della Salute quale “strumento di supporto a quanto definito nel documento di valutazione dei rischi di cui al decreto legislativo N° 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni, integrando tutti gli accorgimenti necessari a mitigare il rischio di trasmissione del contagio da Covid-19 all’interno delle strutture turistico ricettive, con l’obiettivo di tutelare la salute degli ospiti e di tutti e dei collaboratori.

Alle indicazioni richiamate, è opportuno definire che, il DPCM del 17 maggio 2020 ha disciplinato la riapertura di quasi tutte le attività commerciali con allegati diversi protocolli nei quali sono indicate le diverse misure per la sicurezza sui luoghi di lavoro nonché per le strutture recettive e turistiche, premesso che il D.P.C.M del 26 aprile 2020 aveva indicato come attività in linea con le riaperture gli alberghi o strutture simili a partire dalla data del 4 maggio del 2020.

Con riferimento all’Ordinanza della Regione Campania n°48 del 17/05/2020 in linea con il decreto legge 16 maggio 2020 n° 33 al punto 14 e 15 viene stabilito che:

Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

In assenza di quelli regionali, trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche, produttive e sociali possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o del comma16.15.

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, di cui al comma 14, che non assicura adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

In caso di eventuali accertamenti nella struttura ricettiva all’art. 2 viene disposto che

Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’art.650 del codice penale, le violazioni delle disposizioni del presente decreto, ovvero dei decreti e delle ordinanze emanate in attuazione del presente decreto, sono punite con la sanzioni amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2020, n.19. Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Orbene, dalle regolamentazioni richiamate, in ultimo in relazione all’ordinanza della Regione Campania, ci sono delle responsabilità a carico del gestore per le motivazioni richiamate. Pertanto, se non ci sono limiti all’apertura del B&B a gestione famigliare in relazione al regolamento di condominio, può, tuttavia comunicare alla struttura il rispetto delle normative richiamate in materia di Covid-19 a tutela non solo degli della struttura di B&B, ma anche degli stessi condomini.

Tuttavia, salvo eventuali obblighi comunali relative alla sanificazione degli spazi condominiali, il condominio, anche con il B&B, potrebbe valutare la sanificazione delle parti comuni dell’edificio, oltre la quale, resta a carico della struttura ricettiva turistica il rispetto della regolamentazione in materia di contenimento dell’epidemia da Covid-19 per quanto riguarda gli ospiti della struttura.

In compenso, le rammento che la tutela degli spazi condominiali deve essere garantita e vigilata da parte dell’amministratore, nel rispetto degli obblighi indicati dall’art. 36 e 37 del D.Lgs.81/08, ovvero di tutti gli obblighi formativi ed informativi a tutela dei professionisti e dei lavoratori subordinati, che, a qualsiasi titolo, prestano il lavoro nel condominio richiamato relativamente ai rischi o pericoli che si possono verificare anche come in questo periodo in relazione alla eventuale trasmissione epidemiologica del Covid-19.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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