Piscine condominiali: come riaprire in sicurezza

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa alla riapertura delle piscine condominiali e alle relative disposizioni anti Covid-19.

L'ASSOCIATO/A CHIEDE

“Gentile Associazione,

con la presente richiedo informazioni per quanto concerne le aperture delle piscine a uso condominiali, nello specifico richiedo se le piscine ad uso condominiali rientrano nelle aperture previste e in caso di eventuali aperture quali fossero le disposizioni anti contagio di riferimento.”

L'ESPERTO RISPONDE

“Preg.mo/a Associato/a,

Il decreto legge n° 33 del 16 maggio 2020 (G.N. n. 125 del 16 maggio 2020 ) rubricato “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” in combinato disposto con il D.P.C.M del 17 maggio 2020 di cui all’allegato 17 relativamente alle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio” hanno disposto le misure di sicurezza da adottare negli impianti sportivi dotati di piscina e palestre per la fase 2.

Alla lettera f) viene definito che:

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020.

A tali fini, sono emanate linee guida a cura dell’Ufficio per lo Sport, sentita la FMSI, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle regioni e dalle province autonome, ai sensi dell’art. 1, comma 14 del decreto-legge n. 33 del 2020.

Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata, a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

Non ci sono prove che il COVID- 19 possa essere diffuso all’uomo attraverso l’uso di piscine, vasche idromassaggio o spa o parchi giochi acquatici. Il corretto funzionamento, la manutenzione e la disinfezione (ad es. con cloro) di piscine, vasche idromassaggio o spa e parchi giochi acquatici dovrebbero inattivare il virus che causa la COVID-19. Le principali misure di prevenzione del contagio consigliate dalle autorità sanitarie sono il distanziamento, l’igiene delle mani (anche per il tramite dell’utilizzo di distributori automatici di detergente) e l’utilizzo di mascherine.

Dato che, durante l’attività natatoria, l’uso della mascherina è ovviamente impossibile, si dovrà considerare anche la gestione di presenze contingentate per limitare il rischio di contagio. Dovrà, quindi, essere osservata la distanza interpersonale di almeno 1 metro. In caso di attività sportiva, dovrà essere osservata una distanza interpersonale di almeno 2 metri. Inoltre, a partire dal 25 maggio, salvo differenti disposizioni regionali, in accordo con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020, anche la densità di affollamento nelle aree solarium e verdi è calcolata con un indice di non meno di 7 mq di superficie di calpestio a persona. Il gestore, pertanto, è tenuto, in ragione delle aree a disposizione, a calcolare e gestire le entrate.

Si rimanda ai testi delle norme citate e a eventuali norme regionali per il necessario approfondimento, premesso che le linee indicate possono avere eventuali integrazioni secondo le ordinanze imposte da Regione a Regione.

Per la sanificazione, le indicazioni del Ministero della Salute prescrivono di pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol. Disposizioni aggiuntive devono essere messe in atto nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali (circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute).

Inoltre, così come previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020 (allegato 17), prima dell’apertura della vasca dovrà essere confermata l’idoneità dell’acqua alla balneazione a seguito dell’effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri di cui alla tabella A dell’allegato 1 all’Accordo Stato Regioni e PP.AA. del 16 gennaio 2003, effettuate da apposito laboratorio.

Le analisi di laboratorio dovranno essere ripetute durante tutta l’apertura della piscina al pubblico a cadenza mensile, salvo necessità sopraggiunte, anche a seguito di eventi occorsi in piscina, che possono prevedere una frequenza più ravvicinata. In linea con le disposizioni richiamate si potrà stabilire un regolamento con il relativo accesso alle piscine nel rispetto di tutte le prescrizioni sanitarie finalizzate ad evitare la diffusione del Covid-19.

Di vitale importanza, relativamente all’Accordo Stato Regioni e PP.AA. del 16 gennaio 2003, è rappresentato dal punto 5) rubricato “Controlli” in cui viene disposto al 5.1 che:

I controlli per la verifica del corretto funzionamento del complesso sono distinti in controlli interni, eseguiti a cura del responsabile della piscina, e controlli esterni, di competenza dell’Azienda Unità Sanitaria Locale.

Infatti, con riferimento al punto 8), rubricato “Sanzioni” viene disposto che:

In caso di inosservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie formulate dall’autorità sanitaria nei termini fissati, può essere comminata una sanzione al responsabile della piscina secondo criteri e modalità stabilite dalle Regioni. Le Regioni adotteranno la disciplina in materia di sanzioni nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla legislazione statale.

Alle raccomandazioni rubricate, si richiamano le prescrizioni indicate dal Governo ovvero, nel caso di specie , si richiama la FAQ  aggiornata al 1 giugno del 2020 a seguito dell’entrata in vigore del Decreto – legge del 16 maggio 2020, n.33 e del D.P.C.M del 17 maggio 2020, con la quale con riferimento alle piscine viene disposto che:

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre e, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento a decorrere dal 25 maggio 2020.

A tali fini, sono emanate le linee guida cura dell’Ufficio per lo sport, sentita FMSI, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle regioni e dalle province autonome.

Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

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