Ristrutturazione facciate: piano di sicurezza e ripartizione delle spese

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa ai lavori di ristrutturazione delle facciate in un condominio.

L'ASSOCIATO/A CHIEDE

“Gentile Associazione,

ho ricevuto una comunicazione dall’impresa che sta effettuando i lavori di rifacimento facciate nella quale annuncia il riaddebito dei costi per la riapertura del cantiere. Si tratterà dei costi relativi all’aggiornamento del piano di sicurezza e il costo relativo ai dispositivi di sicurezza. Secondo voi, è corretto questo riaddebito al committente, quindi al condominio?”

L'ESPERTO RISPONDE

“Preg.ma Associata,

Il decreto legislativo 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro dispone all’art.17 rubricato “Obblighi del datore di lavoro non delegabili” dispone che:

Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) valutazioni di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’art. 28; b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi.

L’art.28 del decreto, rubricato “Oggetto della valutazione dei rischi”  dispone, al comma 1, che:

La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.

Nel caso di specie, ovvero in linea con il contenimento della diffusione epidemiologica, è stato sottoscritto un protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro firmato il 14 marzo 2020 in attuazione della misura (art. 1, comma 1, numero 9) del DPCM dell’11 marzo 2020, tra  il Governo e le  varie organizzazioni di rappresentanza datoriali come ad esempio Confindustria, nonché le maggiori organizzazioni  sindacali. Come tale, la tutela dei lavoratori, attraverso gli obblighi di formazione ed informazione richiamati dall’art.36 e 37 del testo unico sulla sicurezza, specialmente con riferimento all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, nonché la valutazione dei rischi richiamato dall’art.17 del decreto legislativo 81/2008, impongono una serie di obblighi in seno al condominio in qualità di committente dei lavori edili.

Pertanto, in relazione agli obblighi menzionati, si prende atto che in assemblea dovrà essere deliberato, o eventualmente ratificato, il provvedimento in materia di sicurezza e tutela degli addetti al lavoro, nonchè dei relativi condomini, al fine di contenere la diffusione ed il contenimento del Covid-19.

Pertanto, può comunicare ai condomini il relativo costo e procedere con il riparto di spesa pro quota per singolo condomino, che dovrà essere ratificato alla prossima assemblea al fine di evitare mancate comunicazioni o eventuali discussioni sulla spesa che dovrà essere sostenuta.”

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

Arrivederci alla prossima settimana con un nuovo quesito della Rubrica #ANAPIRISPONDE!

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