Quali sono le norme relative alla gestione di una proprietà indivisa?

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana la domanda è relativa alla gestione di una proprietà indivisa.

L'ASSOCIATO/A CHIEDE

“Gentile Associazione,

abbiamo dimesso l’ultimo amministratore a gennaio 2020 (la nostra è una proprietà indivisa di 5 familiari) e ovviamente non ha bisogno di un amministratore. Mi chiedevo se potrei assumere il ruolo di referente al posto dell’amministratore uscente, oppure dovrei nominare un soggetto terzo per la gestione della proprietà.

A tal proposito, quali sono le responsabilità di un referente del condominio nei relativamente a fornitori, utenze, tasse ed obblighi fiscali? “

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.ma Associata,

trattandosi di una proprietà indivisa, ovvero nel caso di specie, devono essere applicate le norme sulla comunione. L’art. 1104 c.c. dispone, al primo comma, che:

Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate della maggioranza a norma delle disposizioni seguenti, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto.

Per gli atti di ordinaria amministrazione, le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente. Per la validità delle deliberazioni della maggioranza, si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell’oggetto e della deliberazione.

Se non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero, se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all’autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.

L’articolo successivo, ovvero l’art. 1106 del codice civile dispone che:

Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall’articolo precedente, può essere formato un regolamento per l’ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune. Nello stesso modo l’amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell’amministratore.

Con riferimento alle responsabilità dell’amministratore della comunione, che sono tipiche della gestione comune, dovrà esercitare tutti gli adempimenti del mandatario con rappresentanza procedendo a tutti gli adempimenti fiscali relativi alla gestione del bene comune, nonché agli atti conservativi ovvero, agli obblighi indicati dal regolamento della comunione.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

Arrivederci alla prossima settimana con un nuovo quesito!

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