Riqualificazione energetica degli edifici: chiarimenti sulla cessione del credito

Come ogni settimana diamo spazio alle domande dei nostri Associati ANAPI e questa settimana i quesiti vertono sulle modalità di cessione del credito previste per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L'ASSOCIATO/A CHIEDE

Gentile Associazione,

di seguito vorrei sottoporvi alcuni quesiti: quali sono le modalità di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici? 

Quali sono gli obblighi dell’Amministratore di condominio nel caso di specie ed i criteri di pubblicità-notizia relativa alla cessione del credito?

Inoltre, è opportuno individuare eventuali accorgimenti contrattuali per il condominio, al fine di evitare addebiti o responsabilità relativamente alla cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dell’edificio?

L'ESPERTO RISPONDE

Preg.mo Associato,

Con riferimento al quesito che mi ha sottoposto, l’Agenzia delle Entrate ha definito la modalità di cessione del credito d’imposta. Nello specifico, con riferimento al caso di specie, ovvero con riferimento all’accertamento del credito di imposta, l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. prot. 165110/2017 rubricato “Modalità di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici, ai sensi del comma 2-ter dell’articolo 14, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013 n. 90 nonché per gli interventi di riqualificazione energetica che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e per quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva ai sensi del comma 2-sexies del medesimo articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013 già disciplinate con provvedimento 8 giugno 2017”, ha individuato l’ambito soggettivo, ovvero il credito d’imposta può essere ceduto da:

a) i soggetti di cui al punto 1.1, lettere a) e b) del provvedimento di cui al punto 1, anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari della detrazione d’imposta prevista per gli interventi di cui all’articolo 14, commi 2-ter e 2-quater, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63;
b) i cessionari del credito i quali a loro volta possono effettuare ulteriori cessioni.

2.2 Il credito d’imposta può essere ceduto in favore:

a) dei fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi di cui all’articolo 14, commi 2-ter e 2-quater del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63;

b) di altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti. È esclusa la cessione del credito in favore delle amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

c) di istituti di credito e intermediari finanziari, nella sola ipotesi in cui il credito sia ceduto dai soggetti di cui al punto 1.1, lett. a) del provvedimento richiamato.

Al punto 4.2 viene definito che l’amministratore del condominio:

a) comunica annualmente all’Agenzia delle entrate, con le stesse modalità e negli stessi termini disciplinati dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2016 ai fini della elaborazione della dichiarazione precompilata: la denominazione e il codice fiscale del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto nonché l’ammontare dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente e alle quali il condòmino cedente ha contribuito per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta;

b) consegna al condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili sostenute nell’anno precedente dal condominio, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione di cui al punto 4.2, lett. a).

Per l’efficacia della cessione è richiesto al 4.4 che: “Il mancato invio della comunicazione di cui al punto 4.2, lett. a) rende inefficace la cessione del credito.”

I criteri di pubblicità notizia della cessione del credito sono richiamati nel punto 4.5 attraverso il deposito dei documenti presso determinati uffici, ovvero

L’Agenzia delle entrate rende visibile nel “Cassetto fiscale” del cessionario il credito d’imposta che gli è stato attribuito e che potrà utilizzare, con le modalità di cui al punto 5 del presente provvedimento, solo a seguito della relativa accettazione con le funzionalità rese disponibili nel suo “Cassetto fiscale”. Le informazioni sull’accettazione del credito d’imposta da parte del cessionario saranno rese visibili anche nel “Cassetto fiscale” del cedente.

A tal proposito, il punto 4.6 definisce che:

Il cessionario che cede il credito d’imposta a lui attribuito deve darne comunicazione all’Agenzia delle entrate utilizzando le funzionalità telematiche rese disponibili dalla stessa Agenzia, che provvede ad attribuire il credito al nuovo cessionario con le modalità di cui al punto 4.5.

Orbene, la tutela del credito è perseguita da parte dell’ente tributario con un percorso di tracciabilità così come richiamato dal 4.5 e 4.6 del presente numero di protocollo.

A tutela delle parti interessate alla cessione del credito al punto 6.1 e 6.2, è stato stabilito che:

L’amministrazione finanziaria, qualora accerti la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione d’imposta, provvede al recupero del credito corrispondente nei confronti del condòmino, maggiorato di interessi e sanzioni.

Inoltre, al 6.2 viene definito che:

L’amministrazione finanziaria, qualora accerti l’indebita fruizione, anche parziale, del credito da parte del cessionario provvede al recupero del relativo importo nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzioni.

Pertanto, attraverso i criteri di trasparenza, ovvero di pubblicità notizia richiesti dall’Agenzia dell’Entrate, la tutela della cessione del credito è monitorata dall’Agenzia delle Entrate attraverso il cassetto fiscale così come indicato dal richiamato 4.5 della circolare richiamata.

A parere dello scrivente, gli accorgimenti contrattuali sono tutelati dalle circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate, che specificano obbligatoriamente i criteri di cessione del credito.

Centro Studi ANAPI
Dott. Roberto Bonasia

Arrivederci alla prossima settimana per un nuovo quesito!

Vorresti rimanere aggiornato/a su tutte le novità in materia condominiale?
Iscriviti alla nostra Newsletter settimanale!

Potrebbe piacerti anche